Case mobili, la Croazia mette ordine nel turismo all’aperto

Il ministro Glavina annuncia le modifiche alle leggi su pianificazione territoriale e ristorazione. Le unità mobili potranno essere collocate fino a 25 metri dalla costa

0
Case mobili, la Croazia mette ordine nel turismo all’aperto
Foto Shutterstock

Le modifiche alla Legge sulla pianificazione territoriale e alla Legge sulle attività legate alla ristorazione saranno presentate domani in sede di Governo. Ad annunciarlo è stato il ministro del Turismo e dello Sport Tonči Glavina in vista dell’apertura del Congresso croato del campeggio che oggi  28 e domani 29 ottobre si svolge a Sebenico.

La novità più rilevante riguarda le case mobili, che non saranno più considerate “edifici” ma “unità mobili per alloggi temporanei” e potranno essere posizionate a una distanza di 25 metri dalla costa.

“Finora, abbiamo avuto una sorta di costruzioni prefabbricate mascherate da case mobili, proprio nella zona che dovremmo proteggere maggiormente, sfruttando i vuoti legali”, ha dichiarato Glavina che ha specificato che tutti i campeggi non conformi alle nuove leggi e regolamenti avranno un periodo di dieci anni per adeguarsi agli atti normativi riguardanti la definizione di “casa mobile” e la sua collocazione.

La tutela dello spazio

Il ministro si è dichiarato soddisfatto dei risultati raggiunti quest’anno nel settore del campeggio, in particolare a settembre. Soddisfazione condivisa anche dal direttore dell’Ente croato per il turismo (HTZ), Kristjan Staničić, che ha definito il campeggio una delle industrie più importanti nell’offerta turistica complessiva della Croazia.
Veljko Ostojić, direttore dell’Associazione croata del turismo (HUT) e presidente del Comitato esecutivo dell’Associazione croata del campeggio (KUH), ha espresso il forte sostegno delle associazioni di categoria alla regolamentazione legislativa precisa del concetto di casa mobile come attrezzatura mobile da campeggio.

“I campeggi sono custodi dello spazio, non un problema, ed è così in tutto il mondo”, ha affermato Ostojić, ricordando dodici sentenze dei Tribunali, otto delle quali emesse nel 2024, che stabiliscono che le case mobili nei campeggi sono attrezzature mobili, distinguendo il loro posizionamento all’interno e all’esterno delle aree designate.
Ostojić ha spiegato che la giurisprudenza differenzia le case mobili come attrezzatura mobile che non è un edificio e non richiede un permesso di costruzione, dagli oggetti installati in modo permanente con ulteriori interventi edilizi, che sono considerati edifici e soggetti alle normative edilizie. A suo avviso, la regolamentazione del numero e della disposizione delle case mobili dovrebbe rimanere di competenza del Ministero del Turismo, mentre la Legge sulla pianificazione territoriale dovrebbe disciplinare solo gli edifici fissi (come reception, servizi igienici, ristoranti, ecc.) e fare riferimento alle normative turistiche.

Tutti i diritti riservati. La riproduzione, anche parziale, è possibile soltanto dietro autorizzazione dell’editore.

L’utente, previa registrazione, avrà la possibilità di commentare i contenuti proposti sul sito dell’Editore, ma dovrà farlo usando un linguaggio rispettoso della persona e del diritto alla diversa opinione, evitando espressioni offensive e ingiuriose, affinché la comunicazione sia, in quanto a contenuto e forma, civile.

No posts to display