Carrello della spesa, prezzi ancora in aumento: sfiorati i 490 euro

A marzo +3,55 euro rispetto a febbraio, fino a 737 euro per una famiglia di quattro persone. la Regione litoraneo-montana risulta la meno cara

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Carrello della spesa, prezzi ancora in aumento: sfiorati i 490 euro
Foto: Srecko Niketic/PIXSELL

I prezzi continuano a salire, anche se senza scossoni improvvisi. A marzo il “costo minimo del “carrello della spesa – beni alimentari e per l’igiene – ha raggiunto i 489,53 euro, segnando un aumento di 3,55 euro rispetto a febbraio. È quanto emerge dall’analisi del portale Koliko.hr, ripresa dall’agenzia Hina, insieme all’Associazione croata per la tutela dei consumatori.

I prezzi non sono uguali in tutto il Paese. La zona più cara è risultata la Contea di Varaždin, dove la spesa media supera i 500 euro. Seguono la Regione di Ragusa (Dubrovnik) e della Narenta (Neretva) e la capitale Zagabria.

Sul fronte opposto, la più conveniente è la Regione litoraneo-montana, con poco più di 482 euro. La differenza tra la zona più cara e quella più economica supera i 18 euro.

Famiglie sempre più sotto pressione

Per una famiglia di tre persone la spesa minima è salita a 388,71 euro, mentre per una persona sola si attesta a 250,42 euro. Numeri che confermano un trend costante, anche se fatto di piccoli aumenti mese dopo mese.

Se si guarda al carrello standard, più rappresentativo dei consumi reali, i costi sono ancora più alti: per una famiglia di quattro persone si arriva a quasi 737 euro mensili.

Aumenti «a piccoli passi»

Secondo gli analisti, il rincaro è graduale ma continuo. Negli ultimi sei mesi, la spesa standard è aumentata di quasi il 2%, mentre quella minima di circa lo 0,7%.

“Il trend è chiaro”, spiegano gli esperti: anche quando si registrano lievi cali, la direzione generale resta al rialzo, complice un’inflazione tra le più alte dell’Unione europea.

Cosa c’è nel carrello

Il carrello “minimo” comprende 51 prodotti essenziali: pane, pasta, riso, carne, latticini, frutta e verdura, oltre a beni per l’igiene come sapone e detersivi. È pensata per coprire i bisogni base, senza extra.

Quella “standard”, invece, include 77 articoli e riflette abitudini più realistiche: più varietà alimentare, prodotti confezionati, bevande e anche qualche consumo non essenziale.

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