La crisi energetica e le tensioni geopolitiche tornano a colpire il trasporto aereo europeo. La compagnia di bandiera croata Croatia Airlines ha annunciato la cancellazione di circa 900 voli nel prossimo trimestre, pari a circa il 5 per cento delle 27mila operazioni previste. Una decisione legata all’impennata del prezzo del carburante per aerei, che sta mettendo sotto pressione l’intero settore.
Secondo i dati riportati dal comparto, il costo del jet fuel è raddoppiato dall’inizio della crisi in Medio Oriente, crescendo persino più rapidamente del petrolio greggio. Una dinamica che, per le compagnie aeree, si traduce in perdite milionarie e margini sempre più ridotti.
A livello globale, soltanto nel mese di maggio sono stati cancellati circa 13mila voli, con oltre due milioni di posti spariti dalle programmazioni. Il settore vive così quella che molti operatori definiscono la fase più difficile dai tempi della pandemia.
“Il contesto geopolitico ha avuto un impatto fortemente negativo sul prezzo del carburante”, ha spiegato a Rtl Slaven Žabo, direttore commerciale della compagnia croata, confermando che la situazione sta costringendo il gruppo a una gestione di crisi.
Meno voli per contenere i costi
La strategia scelta dalla compagnia passa attraverso una razionalizzazione delle rotte e dei posti disponibili. In pratica, si volerà meno sulle tratte considerate meno redditizie o con domanda insufficiente, cercando di mantenere sostenibile l’operatività.
La compagnia precisa però che il ridimensionamento va contestualizzato: nei periodi di maggiore intensità operativa, Croatia Airlines gestisce fino a cento voli al giorno. Le cancellazioni, dunque, rappresentano un tentativo di adattare l’offerta ai nuovi costi senza compromettere completamente la rete.
Biglietti aerei verso nuovi rincari
Il tema centrale ora riguarda inevitabilmente il prezzo dei biglietti. Oltre al carburante, infatti, aumentano anche i costi aeroportuali e quelli legati ai servizi. L’aeroporto di Zagabria, ad esempio, ha annunciato un incremento del 20 per cento delle tariffe aeroportuali a partire da giugno, un rincaro che finirà inevitabilmente per riflettersi sui passeggeri.
Per il momento la compagnia evita stime precise sugli aumenti tariffari, anche perché il mercato continua a essere molto volatile. Le tariffe, spiegano dalla società, dipendono dalla domanda sulle singole rotte e possono variare rapidamente.
Turismo e collegamenti restano prioritari
Nonostante le difficoltà, Croatia Airlines cerca di mantenere un messaggio rassicurante sul fronte turistico. Nei primi quattro mesi dell’anno la compagnia ha registrato una crescita del 23 per cento nel numero di passeggeri, con quasi centomila viaggiatori in più rispetto allo stesso periodo del 2025.
Un risultato che viene letto come un segnale positivo per la stagione estiva, soprattutto in un momento in cui il turismo croato teme gli effetti combinati di inflazione, caro energia e instabilità internazionale.
Resta però una questione aperta: fino a che punto il mercato sarà disposto ad assorbire nuovi aumenti? Perché mentre le compagnie cercano di difendere la redditività, i viaggiatori europei stanno già mostrando una crescente attenzione ai prezzi e una tendenza a ridurre budget e durata delle vacanze.
Tutti i diritti riservati. La riproduzione, anche parziale, è possibile soltanto dietro autorizzazione dell’editore.
L’utente, previa registrazione, avrà la possibilità di commentare i contenuti proposti sul sito dell’Editore, ma dovrà farlo usando un linguaggio rispettoso della persona e del diritto alla diversa opinione, evitando espressioni offensive e ingiuriose, affinché la comunicazione sia, in quanto a contenuto e forma, civile.










































