Carcere di Lepoglava, agente penitenziario morso da un cane della Polizia militare

Un incidente insolito riaccende il dibattito sulla carenza di personale nelle carceri

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Carcere di Lepoglava, agente penitenziario morso da un cane della Polizia militare
Foto: Hrvoje Jelavic/PIXSELL

Un episodio insolito ha riportato l’attenzione sulle difficili condizioni di lavoro all’interno del sistema penitenziario croato. Un agente della polizia penitenziaria è rimasto ferito durante una perquisizione all’interno del carcere di Lepoglava dopo essere stato aggredito da un cane di servizio della Polizia militare.

L’incidente risale al 27 maggio scorso ed è avvenuto nel corso di un’operazione di controllo straordinaria all’interno della struttura carceraria. Alla perquisizione partecipavano, oltre agli agenti penitenziari, anche unità della Polizia militare accompagnate da cani addestrati.

L’aggressione durante i controlli

Secondo quanto emerso, durante le operazioni uno dei cani impiegati nell’ispezione avrebbe improvvisamente attaccato un agente della polizia penitenziaria, mordendolo a una mano e provocandogli delle lesioni.

Dal Ministero della Giustizia, dell’Amministrazione e della Trasformazione Digitale hanno confermato l’accaduto, precisando che al dipendente ferito è stata prestata immediatamente assistenza medica direttamente sul posto.

Un sistema sotto pressione

Al di là dell’aneddoto, il caso evidenzia ancora una volta le criticità denunciate da anni dal Sindacato della Polizia Penitenziaria Croata (SPPH), che continua a segnalare carenze di organico, carichi di lavoro crescenti e condizioni operative sempre più complesse.

Secondo il rapporto annuale sul funzionamento di carceri, penitenziari e istituti di rieducazione relativo al 2024, alla fine dello scorso anno nelle strutture detentive croate erano presenti 4.965 detenuti, sorvegliati da 1.575 agenti della polizia penitenziaria. Numeri che, secondo i rappresentanti sindacali, evidenziano uno squilibrio crescente tra il personale disponibile e le esigenze di sicurezza del sistema carcerario.

L’allarme per i pensionamenti

A preoccupare ulteriormente il settore è anche il previsto pensionamento di numerosi agenti nei prossimi anni. Un ricambio generazionale insufficiente rischia infatti di aggravare la carenza di personale già esistente, aumentando la pressione sugli operatori in servizio.

Parallelamente sta cambiando anche il profilo della popolazione detenuta. Nelle carceri croate cresce il numero di persone accusate o condannate per reati legati alla criminalità organizzata e a reti criminali transnazionali, una categoria considerata particolarmente delicata dal punto di vista della sicurezza.

La gestione di questi detenuti richiede infatti maggiori risorse, procedure più rigorose e livelli di vigilanza elevati, rendendo ancora più impegnativo il lavoro quotidiano degli agenti penitenziari.

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