Capodsitria. Navi bianche, stagione ancora… in alto mare

Pandemia permettendo, annunciati 41 attracchi

Il Covid-19 ha messo in ginocchio le navi bianche

L’industria marittima lo scorso anno è stata fortemente segnata dalla pandemia di Covid-19. I dati forniti dall’Istituto nazionale di statistica, in occasione della Giornata europea del mare, mostrano che dopo anni di aumento progressivo del numero di navi da crociera, il 2020 ha visto l’arresto totale del ramo turistico. Ufficialmente istituita dal Parlamento europeo nel 2008, la ricorrenza ha lo scopo di aumentare la visibilità dell’Europa marittima perché le nostre acque dispongono di un potenziale che molto spesso non valorizziamo. La presenza delle navi bianche è importante soprattutto per la sfera dell’offerta, con gli attracchi che prevalgono in particolare nei mesi estivi. La stagione dura generalmente da maggio a settembre, ma tende a estendersi nei mesi autunnali. L’anno dei record sinora è stato il 2018, quando hanno attraccato 202 navi da crociera, battendo per oltre 20 punti percentuali il 2017 che ha visto l’arrivo di 164 natanti e il 2019 che ha chiuso con 178 imbarcazioni, ma le dimensioni maggiori di queste hanno fatto aumentare la presenza dei croceristi notificati. Il numero di turisti giunti sulle navi bianche è cresciuto esponenzialmente, tanto che dai quasi 74mila passeggeri del 2017, nel 2019 si è arrivati a 117.890. La maggior parte delle navi da crociera attracca nel porto di Capodistria, che dispone di un terminal passeggeri a due passi dal centro della città e si sta affermando sempre più tra le mete delle tratte mediterranee. Negli ultimi anni in città hanno fatto tappa da 130 a 150 navi da crociera, mentre a Pirano i numeri si aggirano da 30 a 50. Per quest’anno il Porto di Capodistria ha annunciato l’arrivo di 41 navi bianche con a bordo nel complesso 61mila passeggeri al terminal apposito senza precisare però la data dell’inaugurazione della stagione, rilevando pure che i programmi continuano a cambiare di giorno in giorno in base alle cancellazioni degli armatori. Prima dell’avvento della pandemia gli arrivi pianificati erano più del doppio, ossia 88 che avrebbero portato a Capodistria circa 130mila viaggiatori.

L’industria crocieristica prima della pandemia era in netta crescita

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