Cantieristica. Boccata d’ossigeno dal governo

Concesse le garanzie per i prestiti necessari al rilancio sia all’Uljanik Brodogradnja 1856 di Pola sia all’impresa di Fiume che vuole realizzare i polar cruiser al 3. maj

Lo Scoglio Olivi attende tempi migliori

Ripresa o inizio? Difficile da definire. Tramontato il sole sullo stabilimento navalmeccanico Scoglio Olivi, l’azienda Brodogradnja 1856 che ne dovrebbe raccogliere l’eredità è pronta a fare ripartire le macchine. Per la triste e controversa chiusura dello storico squero è difficile dire “ripresa”, perché sembra che su molte cose legate alla cantieristica sia calato il sipario. La nuova azienda, di casa sempre dietro le possenti mura dell’arsenale (e dove sennò!?, sinceramente) ha nel nome il di tutto e di più che l’associa al colosso navalmeccanico: intanto è Uljanik (e quindi Scoglio Olivi), poi è Brodogradnja (e quindi “cantieristica”) e infine 1856, che è l’anno di nascita di quello che a questo punto potrebbe considerarsi un avo del nuovo soggetto. Anzi, no. Perché in effetti Brodogradnja 1856 non è successore legale, ma un soggetto nuovo e più o meno luccicante a tutti gli effetti. Comunque, con un biglietto da visita corredato di tutti i dati anagrafici che rimandano all’industria che ha fatto la storia di Pola e della penisola.
Uljanik Brodogradnja 1856
Scoglio Olivi oggi sembra una cartolina. Non nel senso di una bella veduta, per quanto le gru il loro fascino l’hanno mantenuto. Nel senso di un’immobilità surreale. Almeno per quel che riguarda il lato pratico della costruzione delle navi. Per il resto, chi di dovere è all’opera per garantire una rinascita della cantieristica.
Non è stato percorso facile quello intrapreso per mettere il punto fermo a una situazione altamente compromessa e insostenibile. Ma così solamente per la produzione; per il resto dovrà dire la sua la magistratura. Ma questa è un’altra storia. O un altro capitolo della stessa storia, a volere essere pignoli. quello che conta ora è la produzione. Immessi beni e averi nel nuovo soggetto, l’azionista di riferimento, lo Stato, ha in un certo qual senso aperto la strada al recupero della cantieristica. La licenza demaniale marittima c’è, i macchinari anche (dalle parti nostre, per come sono messi, si direbbe che “i ciama novo”, ma va bene), il personale… mah. C’è chi dice che, riattivando la produzione si avrebbe un rientro di forza lavoro, ma è tutta da vedere.
Prestito bancario
E i soldi? A parte il fatto che mancano sempre e comunque, è di ieri la decisione del governo di concedere una garanzia all’Uljanik Brodogradnja 1856, che quindi sarebbe libera di accendere un credito presso la Banca croata per il rinnovo e lo sviluppo o un’altra istituzione bancaria.
Lo Stato aveva dato la sua disponibilità in questo senso già a metà giugno di quest’anno, per cui ora si tratta semplicemente di operazionalizzare il tutto. Forte del documento rilasciato dal Ministero delle Finanze a nome del governo di Zagabria, la società polese Uljanik Brodogradnja 1856 potrà ottenere un prestito pari a 32,5 milioni di kune (al quale vanno comunque assommati i costi e gli interessi).
MKM Yachts di Fiume
Nella sua seduta di ieri, il governo presieduto dal premier Andrej Plenković ha autorizzato il Ministero delle Finanze a staccare anche un altro assegno virtuale, concedendo alla MKM Yachts di Fiume una garanzia per l’accensione di un credito di 80,1 milioni di euro, cui andranno assommati i costi del credito e gli interessi.
L’importo corrisponde all’80 per cento del credito della MKM Yachts, che è dunque di 100,7 milioni di kune. Se l’Uljanik (con quel che segue del nome) userà i soldi per l’avvio della costruzione, la MKM Yachts li spenderà nella costruzione del polar cruiser della flotta Scenic, della qual cosa si occuperanno le maestranze del cantiere fiumano 3. maj” Piace ricordare che il Gruppo Scenic, o meglio la sua controllata PEC Limited, aveva già commissionato un polar cruiser, lo “Scenic Eclipse”, allo squero polese. Missione compiuta (tanto che Scoglio Olivi era convinto di avere trovato una nicchia per il futuro). L’Eclipse ha navigato i mari del mondo e ora è fermo per il Covid-19.
In trepida attesa da giugno
Sia il 3. maj che la MKM Yacht erano in attesa della garanzia grosso modo da giugno, allorché lo Stato si era espresso a favore della manovra. Bene o male si tratta di venire incontro allo stesso storico cantiere fiumano, che agli inizi di luglio aveva firmato con la MKM Yachts una subconcessione demaniale (con tanto di benedizione governativa) su 21.493 metri quadrati per un periodo di 10 anni. Così, nell’area dello squero fiumano a Cantrida si trovano praticamente a operare due cantieri, in stretti rapporti d’affari.
Quattro cruiser in cantiere
Tornando alla produzione e alla collaborazione d’affari, quello in costruzione nel cantiere navale di Fiume è il primo polar cruiser, ma la MKM Yachts ne ha in previsione quattro, per un valore complessivo di 860 milioni di euro.
Quindi, soffiando nelle vele dell’MKMYachts, il governo o chi per esso, fa navigare di riflesso anche lo stabilimento navalmeccanico quarnerino 3. maj.

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