Caldo estremo. Situazione precaria nelle carceri croate

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Caldo estremo. Situazione precaria nelle carceri croate
Foto: Ivo Cagalj/PIXSELL

Oltre al sovraffollamento delle carceri, durante i mesi estivi la permanenza dietro le sbarre è ulteriormente aggravata dal caldo insopportabile, sia per i carcerati, sia per il personale carcerario. La situazione è particolarmente difficile per gli anziani e per coloro che seguono terapie per malattie croniche. La vita in carceri surriscaldate e sovraffollate, oltre a poter risultare umiliante, comporta anche un rischio per la salute, ha dichiarato all’agenzia Hina l’ombudsman Tena Šimonović Einwalter.

Questa ricorda che, durante l’ultima visita alla prigione di Zagabria, oltre il 40% dei detenuti era composto da persone anziane e da coloro che assumevano farmaci per il diabete, problemi di pressione, asma e altre malattie croniche. Uno dei detenuti in custodia cautelare, con un pacemaker, si è lamentato di non riuscire a sopportare il grande caldo, tanto da cercare sollievo bagnando un asciugamano con acqua fredda e applicandolo sul corpo.

La situazione legata al caldo è ulteriormente aggravata dal fatto che le carceri sono sovraffollate. “Come ho segnalato nella Relazione dell’ombudsman per il 2024, lo scorso anno il sovraffollamento nel sistema carcerario ha continuato a crescere”, ha dichiarato Šimonović Einwalter.

Il tasso più alto si è registrato nelle carceri di Zara (211%), Karlovac (205%) e Varaždin (195%), dove vi erano circa il doppio dei detenuti rispetto alla capienza prevista.

“Immaginate di essere rinchiusi per 22 ore al giorno in una cella surriscaldata con altre otto persone, in circa 20 metri quadrati, dove si trova anche il bagno”, ha illustrato Šimonović Einwalter.

Il problema del sovraffollamento

Il sovraffollamento, quindi, aumenta il rischio di varie conseguenze legate al caldo e un ulteriore problema è la mancanza di personale. Oltre a incidere sull’aspetto della sicurezza, la carenza di dipendenti impedisce all’amministrazione penitenziaria di organizzare passeggiate all’aperto più lunghe o più frequenti, o altre attività che permetterebbero ai detenuti di non trascorrere l’intera giornata in stanze sovraffollate.

Durante una recente visita a sorpresa al carcere di Zagabria, con particolare attenzione rivolta al problema del caldo, è stata rilevata la temperatura più alta, pari a 30 gradi Celsius.

L’ombudsman ha riferito che la temperatura era leggermente più alta rispetto a qualche anno fa, quando aveva visitato lo stesso carcere. All’epoca erano stati misurati 28 gradi, ma l’umidità dell’aria – che rende il caldo più difficile da sopportare e più pericoloso per la salute – era del 70%.

Durante l’ultima visita, l’umidità era visibilmente più bassa. “Questo è sicuramente dovuto al fatto che il carcere ha attuato la nostra precedente raccomandazione, installando grate sulle porte di tutte le celle”, ha osservato Šimonović Einwalter. Ora le porte metalliche possono rimanere aperte per gran parte della giornata, permettendo la circolazione dell’aria.

In alcune strutture penitenziarie, i detenuti dispongono di frigoriferi nelle celle o nei corridoi. I condizionatori d’aria sono stati installati nei corridoi e ai detenuti viene consentito di fare la doccia più frequentemente, afferma Šimonović Einwalter. In ogni caso, considerando le elevate temperature e i cambiamenti climatici, il raffreddamento degli ambienti sta diventando sempre più importante.

Problemi di sicurezza

Non sono solo i detenuti e le persone in custodia cautelare a soffrire il caldo insopportabile, ma anche gli agenti e il personale che lavora negli istituti penitenziari. Dal Sindacato di polizia croato hanno riferito che le alte temperature rendono molto più difficili le attività quotidiane della polizia penitenziaria, soprattutto negli spazi chiusi con ventilazione limitata.

Il caldo aumenta lo sforzo fisico, provoca affaticamento, disidratazione e una riduzione della concentrazione. Tutto ciò può compromettere la sicurezza e l’efficienza nello svolgimento dei compiti, che sono già di per sé impegnativi e spesso pericolosi. Hanno sottolineato che la situazione è particolarmente difficile per agenti e detenuti nelle strutture più vecchie, dove gli ambienti si riscaldano rapidamente e si raffreddano lentamente, rendendo le condizioni di lavoro estive estremamente impegnative.

Hanno aggiunto che negli edifici più recenti o ristrutturati esistono impianti di climatizzazione e ventilazione negli uffici amministrativi e in alcuni spazi comuni, il che facilita notevolmente il lavoro durante i mesi estivi.

Tuttavia, nella maggior parte delle strutture più vecchie non sono installati sistemi di raffreddamento, quindi si fa affidamento sulla ventilazione naturale o sui ventilatori. Questo tipo di refrigerio, però, nei giorni di caldo estremo non offre una protezione sufficiente dallo stress termico.

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