Negli ultimi giorni le autorità lo hanno ripetuto a più riprese: nel breve periodo, nonostante le temperature eccezionalmente elevate e la prolungata assenza di precipitazioni, non dovrebbero registrarsi problemi nell’approvvigionamento di energia elettrica. Ma cosa accadrebbe se queste condizioni meteorologiche estreme dovessero protrarsi a lungo? Quest’estate i consumi hanno raggiunto livelli vertiginosi a causa della morsa del caldo, sfiorando a più riprese i massimi storici. A fare il punto della situazione al tg dell’emittente pubblica HTV è stato Danko Blažević, dirigente dell’operatore della rete di trasmissione croata (HOPS).
Il fotovoltaico salva il sistema
Eccezion fatta per la giornata festiva del 5 agosto, la domanda complessiva si è attestata costantemente al di sopra dei 60.000 megawattora, sfiorando il record stagionale di 64.500 MWh. “Raramente supereremo il picco assoluto in questi giorni, anche se nelle ore serali tocchiamo valori istantanei paragonabili al primato registrato lo scorso 29 giugno (3371 MWh)”, ha spiegato Blažević, responsabile della gestione del sistema elettrico per HOPS. “Tuttavia, è difficile che il consumo cumulativo giornaliero superi la soglia record”.
Il momento di massimo carico per la rete si concentra solitamente tra le 19 e le 20. Una finestra oraria sempre più complessa da gestire. “La sfida si fa complessa perché disponiamo di sempre meno centrali convenzionali attivabili a comando, come quelle idroelettriche o termoelettriche, mentre cresce l’incidenza di eolico e solare, le cui rese dipendono da quando soffia il vento o brilla il sole”, ha sottolineato il dirigente. “L’impianto fotovoltaico rappresenta comunque un alleato prezioso durante le ore diurne: coprendo la domanda di giorno, permette di risparmiare l’acqua nei bacini idroelettrici, che le centrali possono poi impiegare per sostenere i picchi serali”.
Approvvigionamento sicuro
La preoccupazione principale resta la tenuta generale delle forniture. Su questo punto Blažević ha rassicurato i cittadini: “Secondo le nostre valutazioni, condotte in sinergia con gli altri operatori di trasmissione europei, non si dovrebbero verificare criticità. Effettuiamo quotidianamente stime sull’adeguatezza del sistema a sette giorni e tutti i modelli attuali confermano la stabilità delle forniture”.
L’effetto sui prezzi
Mentre la centrale nucleare di Krško ha ridotto la produzione del 20%, l’Ungheria ha quasi arrestato la propria e in Romania la magra del Danubio condiziona l’idroelettrico, la richiesta d’energia continua a salire. Una dinamica in cui l’autoproduzione gioca un ruolo decisivo.
“È utile distinguere il concetto di ‘consumo’ da quello di ‘carico’”, ha precisato Blažević. “Il carico è l’energia che immettiamo in rete come operatori. Il consumo effettivo è persino più alto, grazie alla forte diffusione dei pannelli fotovoltaici sui tetti delle abitazioni negli ultimi anni. Un’energia prodotta e consumata in loco che riduce la pressione e la richiesta di prelievo dalla rete pubblica”.
Tuttavia, le oscillazioni tra domanda e offerta si riflettono inevitabilmente sui prezzi del mercato all’ingrosso. “Tutto si gioca su intervalli di quindici minuti”, ha concluso il dirigente di HOPS. “Durante il giorno, grazie alla massiccia produzione solare in tutta la regione, i prezzi crollano e talvolta diventano perfino negativi. Al contrario, nelle ore serali, con il calo dell’energia solare e in assenza di vento, i prezzi sul mercato dell’energia tendono a schizzare verso l’alto”.
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