Calcio. Oggi alle 17.30 Hajduk-Rijeka, il derby delle assenze

Lo stadio Poljud a Spalato. Foto: Ivo Cagalj/PIXSELL

Sarà il derby degli assenti. Oggi alle 17.30 la sfida del Poljud tra Hajduk e Rijeka (17.esima giornata di Prima lega) costringe i due allenatori Burić e Rožman ad autentici miracoli per rattoppare tutte le falle, causa infortuni e squalifiche, e mandare in campo due undici competitivi. Chi sta peggio dei due è il tecnico dalmata che non può contare sugli infortunati Posavec e Bradarić, mentre l’eccessivo numero di ammonizioni rende indisponibili Šimić, Ismajli e Kalik. Juranović, al rientro dagli impegni con la nazionale non ha ancora ripreso con allenamenti regolari, Svatok ce l’ha fatta, in più altri calciatori lamentano ematomi di facile recupero. Burić, curiosità, da allenatore dell’Hajduk non ha mai battuto il Rijeka.
Sul fronte opposto Simon Rožman sembra costretto a rinunciare a Kvržić e Velkovski rientrati affaticati e acciaccati dagli impegni con le rispettive nazionali di Bosnia e Macedonia, per cui rischiarli potrebbe risultare controproducente. Ciò gli complica la vita per mandare in campo una difesa competitiva capace di reggere le sfuriate dell’undici di casa, che nonostante le difficoltà, non mancheranno.
Dopo l’addio a Punčec la difesa è da ricostruire: unico punto imprescindibile da Župarić, sul piede di partenza anche lui, il più indicato a formare la coppia centrale appare Escoval, e a questo punto non restano che Smolčić e Tomečak. La presenza di Capan, alla conferenza stampa prepartita, vuol dire che il suo impiego è certo, resta da vedere in che ruolo, frangiflutti a centrocampo è quello che gli riesce meglio, toccherà a Halilović impostare l’azione e poi là davanti c’è solo l’imbarazzo della scelta: Antonio Čolak unica punta dietro a lui, Gorgon, Andrijašević, Lončar, eventualmente Acosty. Ma più dell’undici titolare l’allenatore sloveno, dopo la vittoria in casa dell’Inter, si attende una prova di squadra sul profilo del carattere e del sacrificio. Vuole vedere una squadra che sa imporsi e lotta per obiettivi importanti. Il Rijeka rispetto all’Hajduk in classifica ha un ritardo di 6 punti: dimezzare le distanze sarebbe un bel colpo anche per il morale della truppa; se l’Hajduk dovesse fuggire a +9, il recupero si presenta arduo se non impossibile.Dirigerà la partita lo zagabrese Fran Jović, assistito da Goran Pataki e Vedran Đurak.

Facebook Commenti