Bufera sul Comitato Olimpico Croato: indagato il presidente Mateša. Lui smentisce

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Bufera sul Comitato Olimpico Croato: indagato il presidente Mateša. Lui smentisce
Zlatko Mateša. Foto: Matija Habljak/PIXSELL

Il presidente del Comitato Olimpico Croato e la sua consorte sono indagati per l’utilizzo di auto di servizio, rimborsi giornalieri e biglietti di viaggio. La vicenda si intreccia con la più ampia inchiesta sul mondo sportivo croato, che ha già travolto la Federazione sciistica nazionale.

Zlatko Mateša, presidente del Comitato Olimpico Croato (HOO), e sua moglie Blanka si trovano ora nel mirino degli inquirenti. Secondo quanto riportato dal Tg di Nova TV, alla Procura sono stati presentati sospetti in merito alla commissione di reati legati all’uso dell’automobile di servizio, al pagamento di indennità giornaliere e all’emissione di biglietti di viaggio. Al momento si tratta di indagini preliminari, ma la notizia ha scosso ulteriormente un ambiente già gravemente compromesso da una serie di scandali finanziari.

Le parole del presidente

La notizia delle indagini preliminari ha colto di sorpresa lo stesso diretto interessato, che ha categoricamente negato di essere a conoscenza di qualsiasi procedimento a suo carico. “Non mi è chiaro fin dove possa arrivare questa storia, partita dopo quella della Federazione sciistica”, ha dichiarato Mateša alle Sportske novosti. “Per quanto ne so, a una decina di persone del Comitato Olimpico Croato sono stati richiesti materiali relativi a trasferte ufficiali e spese di servizio. Tutto ciò che riguarda i miei viaggi si trova ancora nei nostri uffici. Le mie carte non sono andate da nessuna parte e non so di quali indagini preliminari si stia parlando. C’è tutto lì, ma nessuno è venuto a esaminare i miei documenti”.

Il numero uno dello sport croato ha poi aggiunto una nota personale che rivela la pressione cui è sottoposta la sua famiglia: “So solo che mia moglie è sull’orlo di un esaurimento nervoso. Grazie a Dio, non sono così povero da dover utilizzare i fondi dell’HOO per viaggi familiari o di altra natura. È tutto quello che posso dire su questa questione”.

L’inchiesta 

L’inchiesta sul Comitato Olimpico Croato era già scattata settimane fa, quando la polizia, su mandato dell’USKOK — l’ufficio anticorruzione e crimine organizzato — era entrata nella sede dell’HOO per acquisire documentazione finanziaria. Quella mossa era stata la prosecuzione di un’operazione avviata dopo l’irruzione nella Federazione sciistica croata, a sua volta scattata in seguito al fermo al confine del portavoce federale Nenad Eror, sorpreso con quasi 120.000 euro in contanti non dichiarati durante i Giochi Olimpici Invernali di Cortina d’Ampezzo.

Nel mezzo di questa bufera, si è tenuta una riunione del Consiglio dell’HOO che avrebbe dovuto affrontare anche la posizione del segretario generale Siniša Krajač, figura al centro di diverse vicende opache. Le attese, però, sono state deluse. Dopo quattro ore di discussione, il Consiglio ha stabilito che tutti i fondi trasferiti alla Federazione sciistica erano stati impiegati in modo trasparente e che non erano state riscontrate irregolarità nell’utilizzo delle risorse intermediato dall’HOO. Il voto di sfiducia nei confronti di Krajač non è stato nemmeno messo all’ordine del giorno, per decisione dello stesso Mateša, il quale ha ribadito che eventuali cambi di personale potranno avvenire soltanto a conclusione delle indagini dell’USKOK e unicamente nel caso in cui qualcuno venga formalmente iscritto nel registro degli indagati.

Mateša ha respinto ogni responsabilità personale in merito alla gestione finanziaria, sostenendo che per statuto il presidente dell’HOO non sottoscrive documenti contabili né si occupa dell’amministrazione economica, compito che spetterebbe al segretario generale, il quale percepisce uno stipendio per tale funzione.

La rottura: Kustić lascia la vicepresidenza

La situazione è precipitata con le dimissioni di Marijan Kustić, presidente della Federazione calcistica croata e vicepresidente dell’HOO. Kustić ha annunciato di lasciare l’incarico il giorno successivo alla seduta del Consiglio, dichiarandosi indignato per il fatto che, nonostante gli annunci della vigilia, non si fosse proceduto al voto di sfiducia nei confronti di Krajač. Nel suo comunicato ufficiale ha scritto che è trascorso troppo tempo dall’emersione di gravi sospetti e irregolarità senza che l’HOO abbia adottato misure concrete. Ha chiesto la convocazione urgente di un’assemblea straordinaria del Comitato, sostenendo che l’organo avrebbe dovuto agire con rapidità, concretezza e senso di responsabilità per tutelare gli interessi dello sport croato e degli atleti.

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