Bressan in tackle su Beroš: «Lasci stare i medici di famiglia»

Dura reazione del medico connazionale, presidente del Coordinamento dei medici di famiglia per la Regione litoraneo-montana, alle critiche mosse dal ministro della Salute

Leonardo Bressan. Foto Željko Jerneić

“Abbiamo due mani, due gambe, una sola bocca…”. Lo afferma Leonardo Bressan, medico di famiglia e presidente del Coordinamento dei medici di famiglia per la Regione litoraneo-montana, in risposta alle critiche mosse dal ministro della Salute, Vili Beroš. “Se dobbiamo rispondere ogni minuto al telefono, non possiamo fare il nostro lavoro, ossia visitare il paziente – ha aggiunto Bressan durante un’intervista alla tv all news N1 -. Noi siamo sempre disponibili, abbiamo aperto tutti i canali di comunicazione – segreteria telefonica, email, e molti medici di famiglia sono disponibili anche sui vari social di messaggistica come Viber, WhatsApp”. Ma i pazienti devono portare pazienza: “Tutti coloro che hanno veramente bisogno, riusciranno a raggiungerci”.
Il medico connazionale ha voluto ribattere anche alla constatazione del ministro che i medici di famiglia non si sono fatti trovare pronti in vista dell’epidemia di coronavirus. “E’ una falsità, perché siamo riusciti a filtrare il 90% dei pericoli per il sistema ospedaliero. I nosocomi, infatti, hanno diminuito la loro mole di lavoro del 70. Noi, dall’altro canto, non abbiamo mai smesso di lavorare, la mole di lavoro è cresciuta del 110-115%. Abbiamo superato  tutti i limiti e, sinceramente, non so fino a quando riusciremo a resistere. Il ministro queste cose dovrebbe saperle”.
«Task force nazionale politicizzata»
A detta di Bressan, il problema si è verificato a causa dell’Unità di crisi della Protezione civile nazionale che “non ha saputo gestire l’emergenza sanitaria”. I medici di famiglia “hanno lasciato fuori la politica, che non ha avuto voce in capitolo nell’organizzazione del sistema sanitario”. Perciò, ha sottolineato Bressan, “abbiamo fatto registrare ottimi risultati”. Alla domanda se ciò significa che il ministro Beroš non ha superato l’esame, Bressan ha sentenziato: “Ha permesso alla politica di immischiarsi troppo nelle faccende che non la riguardavano”.
Bressan ha concluso lanciando un appello al responsabile del dicastero di “non toccare” il sistema primario di tutela sanitaria, che “è già molto traballante”.

 

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