Il nuovo programma di affitto calmierato promosso dal governo sta registrando una forte risposta da parte dei cittadini. Secondo i dati presentati dal ministro dell’Assetto territoriale, dell’Edilizia e del Patrimonio statale Branko Bačić, sono già arrivate 1.315 richieste da parte di persone interessate a trovare casa attraverso il modello di locazione sovvenzionata.
Un segnale che conferma quanto il tema dell’accesso all’abitazione sia diventato centrale nel Paese, soprattutto nelle grandi città dove i prezzi degli affitti continuano a crescere e la disponibilità di alloggi resta limitata.
Zagabria in testa, poi Spalato e Fiume
Più della metà delle domande, il 56 per cento, riguarda Zagabria come prima scelta. Nel dettaglio, per la capitale sono arrivate 745 richieste. Seguono Spalato con 173, Fiume con 77, poi Osijek e Sisak con 47 ciascuna, Zara con 22, Pola con 19 e Ragusa (Dubrovnik) con 15.
La distribuzione conferma una tendenza ormai nota: la pressione abitativa si concentra soprattutto nei centri urbani più grandi e nelle aree economicamente più dinamiche, dove trovare un alloggio a prezzi sostenibili è diventato sempre più difficile.
Chi fa domanda? Giovani adulti e famiglie
L’età media dei richiedenti è di 38,5 anni. La fascia più rappresentata è quella tra i 20 e i 40 anni, che costituisce quasi il 62 per cento del totale. Il più giovane ha 19 anni, il più anziano 83.
Quasi il 40 per cento delle domande arriva da single, mentre il resto riguarda nuclei familiari di varia composizione. I criteri per la futura assegnazione delle abitazioni terranno conto di reddito, età, numero di componenti della famiglia, presenza di minori e condizioni di disabilità.
435 case disponibili e canone legato al reddito
Nel programma entreranno inizialmente 435 immobili messi a disposizione da proprietari privati che hanno aderito all’iniziativa su un totale di 960 unità disponibili. A questi si aggiungeranno anche alcuni alloggi di proprietà dello Stato.
Il principio è quello dell’affitto sostenibile: il canone non potrà superare il 30 per cento del reddito mensile del nucleo familiare, al netto delle spese. La differenza rispetto al prezzo di mercato sarà coperta dallo Stato, con un meccanismo di compensazione aggiornato annualmente.
Per fare un esempio, un single con reddito di 1.500 euro potrebbe pagare circa 360 euro al mese per un piccolo appartamento a Zagabria, mentre una famiglia di cinque persone con reddito di 2.400 euro arriverebbe a circa 495 euro per una casa più grande sempre nella capitale, con la restante parte coperta dal contributo pubblico.
Obiettivo: ridurre il numero di case vuote
Il governo punta anche a un altro fronte: immettere sul mercato gli immobili non utilizzati. Secondo i dati ufficiali, in Croazia esisterebbero circa 600mila abitazioni vuote. L’idea è attivarne una parte attraverso incentivi e il programma di affitto a lungo termine, nel tentativo di aumentare l’offerta e frenare la crescita dei prezzi.
Oltre agli immobili privati, nel sistema entreranno anche 329 alloggi statali attualmente in fase di ristrutturazione. Gran parte di questi, però, sarà destinata a categorie protette e beneficiari già individuati.
Tra politiche sociali e nuove regole
Nel quadro più ampio della riforma abitativa, il ministro Bačić ha ricordato anche le modifiche alla normativa per le aree svantaggiate e la gestione degli alloggi pubblici. Tra le novità ci sono nuovi criteri di assegnazione, punteggi aggiuntivi per alcune categorie come famiglie monoparentali e persone con disabilità, oltre a regole più rigide per l’acquisto e la rivendita degli immobili statali.
Per il governo, l’obiettivo dichiarato è duplice: da un lato aumentare l’accessibilità abitativa, dall’altro rendere più efficiente l’utilizzo del patrimonio immobiliare pubblico e privato.
Le prime assegnazioni del programma sono previste già entro la fine dell’estate.
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