Boccata d’ossigeno al settore turistico

Il governo vara una serie di misure a favore dell’industria dell’ospitalità

Rovigno, una delle perle del turismo istriano e croato. Foto Ivo Vidotto

In questo momento l’industria dell’ospitalità in Croazia è praticamente paralizzata e non s’intravede ancora la luce in fondo al tunnel. Per tale motivo il governo, nell’ambito del pacchetto di misure a sostegno dell’economia ha proposto una serie di modifiche di legge e integrato due decreti al fine di concedere una boccata d’ossigeno al settore. Le proposte governative vanno incontro innanzitutto alle agenzie di viaggio, per tutelarle dalla disdetta dei contratti. Poi viene rinviata all’anno prossimo la ricategorizzazione che albergatori e affittacamere privati avrebbero dovuto effettuare quest’anno. Agevolazioni vengono introdotte inoltre per quanto concerne la tassa di soggiorno, ecc. Tutti questi provvedimenti, assieme a quelli varati finora, dovrebbero permettere al turismo di sopravvivere in attesa di migliori. In collaborazione con le banche infine s’intende “iniettare” nel settore turistico 600 milioni di kune.
Il ministro del Turismo Gari Cappelli è ben consapevole comunque della difficoltà della situazione. “Purtroppo la pandemia di Covid-19 sta colpendo duramente il settore turistico-alberghiero in tutto il mondo, con un calo degli affari o zero entrate. Quello che sta accadendo in Croazia avviene anche negli altri Paesi europei e nel mondo. Fino a quando andremo avanti così? È difficile dirlo in quanto la situazione venutasi a creare a causa della pandemia di coronavirus è incerta e non lascia spazio a previsioni. Lo hanno confermato anche gli epidemiologi”, ha affermato è stato il ministro Cappelli, commentando i dati diffusi dall’Ufficio imposte riguardanti il sistema di fiscalizzazione, che dimostrano un consistente calo degli scontrini fiscali rilasciati dai servizi di alloggio e ristorazione nel periodo compreso tra il 24 febbraio e il 29 marzo. Infatti in detto lasso di tempo è stata registrata una diminuzione che va dal 37 al 41% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. “Era prevedibile – ha detto Cappelli – come non deve stupire nemmeno il calo degli scontrini fiscali rilasciati dal 23 al 29 marzo scorsi che tocca il 96% rispetto a un anno fa. E sarà così fino a quando gli impianti rimarranno chiusi a causa delle misure restrittive per combattere il coronavirus. Alcuni alberghi sono aperti mentre diversi ristoratori sono stati costretti a introdurre servizi mai offerti prima come ad esempio quello di consegna di cibo a domicilio pur di avere qualche entrata. Stanno affrontando una situazione per niente facile. Quello che possiamo fare tutti assieme è tentare di tutelare la manodopera e salvaguardare i posti di lavoro”.
Cappelli ha ribadito come le strutture ricettive possano dare alloggio agli ospiti e servire loro i pasti, sempre tenendo conto delle misure attuate per contenere l’espansione del coronavirus. “D’altro canto è praticamente impossibile aspettarsi che qualcuno scelga di venire in vacanza in questi tempi dettati dal Covid-19”, ha detto il ministro.
Il calo degli affari nel settore turistico va addebitato a vari fattori. Innanzitutto si denota una drastica diminuzione di eventi, convegni, congressi e altro. In Europa nei primi tre mesi di quest’anno dalle 45 alle 100 manifestazioni a carattere mondiale sono state cancellate. Grandi città europee come Parigi, Berlino, Barcellona, Roma, Vienna, Milano e altre registrano una diminuzione che tocca anche i 60 punti percentuali sia per quanto riguarda il numero di arrivi che per quanto concerne quello dei pernottamenti. E inoltre in tutto il Mediterraneo, e non solo, c’è un drastico calo nelle prenotazioni per le prossime festività pasquali con un’importante ondata di cancellazioni di prenotazioni.
“Anche in Croazia durante la bassa stagione a ‘soffrire’ maggiormente sono varie città, e mi riferisco a Zagabria, Ragusa (Dubrovnik), Spalato e anche ad Abbazia nelle quali solitamente in questo periodo dell’anno vengono promossi soprattutto incontri d’affari, convegni e quant’altro, ospitando nel contempo pure numerose comitive di vacanzieri provenienti da tutto il mondo. Anche le nostre città sentiranno la mancanza di tali eventi come avviene in tutta Europa“, ha dichiarato Cappelli. Come si evolverà la situazione nel settore turistico-alberghiero? È praticamente impossibile pianificare qualsiasi cosa visto che il mondo è alle prese con la pandemia. Sono state fatte, comunque, delle analisi e stilati tre possibili “scenari” futuri per quanto riguarda il turismo in Croazia nei mesi a venire. Stando al primo scenario (che vede la pandemia protrarsi fino alla fine del mese di maggio), ci sarebbe un calo dei pernottamenti del 60% il che sta, purtroppo, già avvenendo. Se, invece, la pandemia dovesse protrarsi fino a giugno o luglio, quando si dovrebbe avere un allentamento delle misure restrittive stando agli epidemiologi e ai servizi competenti, la diminuzione del numero di pernottamenti sarebbe del 75 per cento. “A quanto pare si verificherà quest’ultimo scenario, sperando di poter realizzare risultati soddisfacenti nei mesi di agosto, settembre, ottobre e fino alla fine dell’anno. Se tutto ciò non dovesse essere possibile e la pandemia dovesse protrarsi per tanto tempo ancora, allora ecco il terzo scenario: calo dei pernottamenti del 90%. Siamo ancora lontani da questa situazione e spero tanto che non si avveri“, ha concluso Gari Cappelli.

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