Bevande da asporto: magri i risultati

Le terrazze dei bar e dei ristoranti per il momento sono ancora off limits per gli avventori. Foto: Tomislav Miletic/PIXSELL

I numeri parlano chiaro: nella prima settimana di riapertura dopo due mesi e mezzo di chiusura dovuta alle misure antiCovid, i bar hanno realizzato soltanto il 5 per cento del fatturato rispetto allo stesso periodo di un anno fa, bar che in questo momento possono soltanto offrire il servizio d’asporto. È questo il dato fornito da Marin Medak, ex presidente dell’Associazione nazionale dei ristoratori, anch’egli proprietario di un locale. Non sono pochi i gestori degli esercizi di ristoro intenzionati a chiudere per sempre dopo un così misero giro d’affari realizzato nell’arco di sette giorni. A Zagabria, ad esempio, stando al racconto di un proprietario di un bar situato in centro città, alcuni locali hanno deciso di abbassare il prezzo del caffè offrendolo a 6 kune. Non pochi gestori inoltre hanno dovuto investire nelle tazzine per il caffè usa e getta. E poi devono fare i conti con i distributori automatici di caffè che offrono questa preziosa bevanda a sole 3-4 kune. La misura proposta dall’Associazione nazionale dei ristoratori il primo febbraio e presa in considerazione dalla Task force della Protezione civile nazionale e dal governo solo due settimane dopo (ci riferiamo alla possibilità che i bar offrano il servizio d’asporto), ha dato, dunque, magri risultati. E non solo a Zagabria ma anche in tante altre città del Paese. A Fiume, come reso noto dal ristoratore e vicepresidente dell’Associazione nazionale dei ristoratori, Vedran Jakominić, solo un bar su tre ha riaperto i battenti. Simile la situazione anche a Spalato dove il 30 per cento dei locali ha deciso di essere nuovamente a disposizione della clientela offrendole soltanto il servizio d’asporto. Ma sono in tanti a chiedersi quando si potrà passare finalmente dal “coffee to go” al “coffee to stay”, ovvero quando sarà nuovamente possibile prendere un caffè al bar o almeno sulla sua terrazza. Accadrà forse il primo marzo quando scadranno le attuali misure antiCovid? I ristoratori sperano proprio di sì.

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