Benvenute le aziende italiane

La Camera di commercio italo-croata e Forca Digital Agency hanno organizzato in collaborazione con PWC Croazia un incontro incentrato sulla strada della ripresa percorsa dalla Croazia. Tra i relatori l’Ambasciatore italiano a Zagabria, Pierfrancesco Sacco

L'Ambasciatore Pierfrancesco Sacco

La nuova generazione dell’UE e la strada della Croazia verso la ripresa, è questo il titolo dell’evento organizzato ieri a Zagabria e online dalla Camera di Commercio Italo-Croata (CCIC-THGK) e da Forca Digital Agency, in collaborazione con PwC Croazia e con il patrocinio del Ministero dello Sviluppo regionale e fondi UE, nonché con il sostegno del Ministero degli Affari Esteri ed ed europei e dell’Ambasciata d’Italia a Zagabria. Come si legge nel comunicato emesso per annunciare l’evento l’obiettivo è “aprire lo spazio di confronto sulla strada della ripresa che la Croazia sta percorrendo, dando importanti input pratici a tutti gli stakeholder che vogliono prendere parte a questo viaggio”, ovviamente con un accento particolare alle collaborazioni con l’Italia e con le numerose aziende italiane che operano in Croazia. Fra i tanti ospiti che hanno partecipato all’incontro, arricchendo la discussione con le loro competenze specifiche, le parole più importanti sono state forse dette dall’Ambasciatore italiano in Croazia, Pierfrancesco Sacco, il quale ha spiegato come la pandemia abbia modificato l’economia mondiale, portando una serie di cambiamenti che porteranno Croazia e Italia a collaborare molto di più nel prossimo futuro, con ripercussioni importanti anche a medio e lungo termine.
“Penso che non siamo ancora neanche ben consapevoli delle conseguenze che ha portato la pandemia nel cambio di paradigma. Ormai nessuno pensa che la globalizzazione possa proseguire come se nulla fosse. Ci saranno delle spinte in direzione di una ricollocazione dei flussi commerciali e di investimento. Il sistema italiano di promozione e di internazionalizzazione delle imprese in passato ha guardato molto a mercati lontani, adesso invece guarda con attenzione crescente a mercati e partner molto più vicini all’Italia, in particolar modo a Paesi confinanti o quasi come la Croazia”, ha dichiarato l’Ambasciatore. Sacco ha specificato pure come questo processo non sia avvenuto per opera della volontà dei diplomatici, bensì di come siano state le aziende le prime ad accorgersi della bontà degli investimenti in Croazia.
”I due governi hanno così deciso di rafforzare le relazioni economiche bilaterali e badate, non hanno auspicato, hanno deciso e firmato un accordo. Non ho dubbi sulla bontà di questo accordo. Il mio mestiere è di adoperarmi verso un obiettivo, quello di fare il meglio per le nostre società, i nostri cittadini e le nostre imprese. Come non ci sono dubbi sul fatto che fra Italia e Croazia si possa aumentare la collaborazione, come con la prima organizzazione congiunta del Business forum di quest’anno da parte dei due Paesi”, ha affermato l’Ambasciatore, il quale ha ricordato come l’Italia sia la seconda industria manifatturiera della zona euro e di come questa collaborazione possa essere particolarmente positiva per uno dei principali problemi della Croazia, ossia la demografia.

Nuovi posti di lavoro

“Le aziende italiane che investono in Croazia creano qui molti posti di lavoro, perché c’è manodopera croata qualificata. Poi eventualmente arrivano dall’Italia dei dirigenti, o dei tecnici altamente specializzati, ma in ogni caso si tratta sempre di un portare lavoro. Dunque dove le collaborazioni con altri Paesi portano spesso i cittadini croati ad andare a lavorare all’estero, quelle con l’Italia portano il lavoro in Croazia”, ha concluso l’Ambasciatore.
Anche Zvonimir Savić, consigliere particolare del premier Andrej Plenković per l’economia, ha trattato il tema del lavoro, definendolo una delle più grandi sfide della Croazia di domani. “È nostra responsabilità adoperarci per fare tutto il necessario per migliorare la situazione economica sotto ogni aspetto e quello dell’occupazione è sicuramente il tema più importante. Se saremo in grado di creare nuovi posti di lavoro l’economia continuerà a crescere e i nostri giovani rimarranno volentieri in Croazia”, ha affermato Savić.

I finanziamenti europei

Šime Erlić, segretario di Stato in seno al Ministero dello Sviluppo regionale e dei Fondi UE, ha spiegato come si sia lavorato con i finanziamenti europei negli scorsi anni e cosa si dovrà fare per riuscire a pianificare come investire i mezzi che affluiranno da Bruxelles in futuro. “Nel prossimo periodo arriveranno circa il doppio delle risorse che sono giunte negli scorsi anni. L’infrastruttura che abbiamo messo in piedi, come pure i regolamenti e le procedure, saranno in grado di portare a termine la missione di progettazione, ma abbiamo un gran bisogno di persone altamente qualificate in tutti i campi”, ha affermato Erlić. A sua volta, Zdenko Lucić, segretario di Stato in seno al Ministero degli Affari Esteri ed europei, ha aggiunto come sarà difficile sperare di tornare ai livelli di produttività del 2015 nei prossimi dieci anni, nonostante i fondi europei. Lucić ha spiegato però come la chiave per una ripresa più rapida potrebbe essere proprio la collaborazione con l’Italia ed ha invitato tutti a trattare le ditte italiane che aprono delle filiali in Croazia e danno lavoro ai cittadini croati come se fossero delle aziende croate. Una proposta subito ben accettata dalla controparte italiana che ha partecipato all’evento.

La delocalizzazione oggi

Alessio Cioni, vicepresidente della Camera di Commercio Italo-Croata, ha ripreso il discorso dell’Ambasciatore, spiegando come siano cambiati i criteri in base ai quali un’azienda italiana decide dove investire. “Il costo del lavoro, pur rimanendo un criterio importante, non è più prioritario. Si guarda anche alla produttività, all’economia di mercato e alla capacità di riciclare gli scarti della produzione, in modo tale da ridurre al minimo l’impatto ambientale. Si guarda poi anche alla lentezza della burocrazia o più in generale del sistema giudiziario, alla bontà delle infrastrutture tecnologiche e al livello di digitalizzazione”, ha affermato Cioni. John M. Gasparac, Country Managing Partner, PwC Croazia, ha parlato di questo come un momento storico fondamentale per la Croazia, con Hrvoje Dolenec, Direttore di analisi macroeconomica e di mercato della Zagrebačka banka (Grupo Unicredit) che gli ha dato pienamente ragione andando poi a spiegare il ruolo che avrà il settore finanziario nel sostenere tutti i progetti che verranno portati avanti in questo periodo.

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