Prima seduta autunnale infuocata al Sabor, il Parlamento di Zagabria. Sandra Benčić, deputata del movimento Možemo, ha attaccato il primo ministro Andrej Plenković accusandolo di essere “il primo premier di un Paese membro dell’Unione europea ad aver sdoganato un saluto fascista nella sua variante locale”. Nel mirino della parlamentare, i festival estivi “Nosi se” e “Fališ” e la gestione del controverso saluto “Za dom spremni” (Per la Patria pronti).
“Per opportunismo e codardia lei permette che un po’ di fascismo entri nella vita pubblica, pensando di poterlo controllare. È diventato il primo premier di un Paese Ue a legalizzare un saluto nazista nella sua variante locale. Lei è un codardo e un opportunista”, ha detto Benčić.

Plenković ha respinto con forza le accuse: “Ci aspettavamo che il vostro blues estivo continuasse in Parlamento. È un bene che esista questo HDZ: abbiamo una politica che rispetta e finanzia le minoranze in Croazia e gli emigrati croati”. Il premier ha sottolineato di aver destinato “un euro alle minoranze in Croazia e uno agli emigrati” e ha accusato la sinistra di retorica “disumana”.
“Non volevo dirlo, ma lo dirò: una vostra deputata ha definito ‘zoccoli da ippodromo’ le persone di un concerto. Non a caso ho parlato di retorica tipica della sinistra che quest’estate si è rivelata intollerante e pronta a censure fuori dai confini della democrazia croata del XX secolo”, ha aggiunto.
Tutti i diritti riservati. La riproduzione, anche parziale, è possibile soltanto dietro autorizzazione dell’editore.
L’utente, previa registrazione, avrà la possibilità di commentare i contenuti proposti sul sito dell’Editore, ma dovrà farlo usando un linguaggio rispettoso della persona e del diritto alla diversa opinione, evitando espressioni offensive e ingiuriose, affinché la comunicazione sia, in quanto a contenuto e forma, civile.









































