Basilica Eufrasiana, arrivano i fondi. Madonna del Mare al palo

Il governo ha accolto 12 delle 254 proposte di modifica al Bilancio nazionale per il 2026

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Basilica Eufrasiana, arrivano i fondi. Madonna del Mare al palo
La Basilica Eufrasiana di Parenzo. Foto Roni Brmalj

Al Sabor la Basilica Eufrasiana di Parenzo ha avuto maggior fortuna rispetto alla chiesa della Madonna del Mare (nota anche come chiesa della Marina) di Pola. Il governo ha accolto o ieri, benché parzialmente, l’emendamento alla Legge finanziaria per il 2026 presentato dal Gruppo parlamentare della Dieta democratica istriana (IDS/DDI) e teso a garantire un milione di euro da destinare al restauro/manutenzione del complesso paleocristiano considerata il miglior esempio di arte bizantina in Croazia e non solo. Il governo è disposto a destinare ai lavori necessari alla Basilica proclamata nel 1997 dall’Unesco patrimonio dell’umanità un contributo di 700mila euro.

Non è stato accolto, invece, l’emendamento avanzato dalla deputata socialdemocratica (SDP) Sanja Radolović che aveva chiesto di destinare 200mila euro al restauro della scalinata della chiesa della Madonna del Mare a Pola. Respingendo la richiesta il segretario di Stato in seno al Ministero della Cultura e dei Media, Mladen Pavić, ha spiegato che l’emendamento non è potuto essere accolto giacché non è stato notificato al Concorso per i bisogni generali nella cultura. “La chiesta in oggetto è stata completata in sette anni, mentre per risolvere le questioni amministrativo-giuridiche con la Città di Pola voi temporeggiate dal 2016”, ha replicato la parlamentare polese.

La chiesa della Madonna del Mare a Pola. Foto: Luka Batelic/PIXSELL

La chiesa della Madonna del Mare è stata progettata da tre architetti: Natale Tommasi, Friedrich von Schmidt e Victor Lunz. La prima pietra fu posata dall’imperatore Francesco Giuseppe I nel 1891, che né seguì la progettazione e contribuì al finanziamento dell’opera. Stando a una leggenda metropolitana impressionato dal costo dei lavori l’imperatore chiese se la chiesa fosse stata costruita in pietra (estratta sulle isole Brioni) e marmo (estratto nei dintorni di Portole e Verteneglio) o in oro. I lavori alla realizzazione furono completati nel 1898. Dal momento della sua costruzione e sino alla fine della Grande guerra è stata la chiesa della Marina militare austro-ungarica (Kriegsmarine). L’interno della chiesa è adornato da mosaici ispirati da quelli della Basiclica Eufrasiana a Parenzo e della Basilica di San Marco a Venezia.

Nell’ambito del dibattito sulla Legge finanziaria per il 2026 e le proiezioni del Bilancio nazionale per il biennio 2027-2028 sono stati presentati 254 emendamenti. Il governo ne ha accolto integralmente soltanto due, quelli presentati dai deputati indipendenti Marijana Petir e Željko Lacković. L’esecutivo ha fatto suoi parzialmente anche le proposte avanzate dai deputati Ivan Penava (DP), Ljubomir Kolarek (HDZ), Josip Đakića (HDZ), Dubravko Bilić (NPS) e Boška Ban (indipendente) nonché cinque delle 41 richieste del Gruppo parlamentare della Dieta, dell’Alleanza litoraneo-montana (PGS) dell’Unione del Quarnero (UNIJA) e del Partito Istriano dei pensionati (ISU/PIP). Oltre a quelle attinente alla Basilica Eufrasiana hanno ottenuto luce verde dal governo anche quelli attienti all’ammodernamento dell’Aeroporto di Pola (2 milioini di euro), alla gestione dei sedimenti alla foce del Quieto nonché agli emendamenti connessi alla difesa di Cittanova dalle piene e al deflusso delle acqua piovana (100mila euro). La vicepresidente del Sabor e deputata dell’SDP Sabrina Glasovac ha detto che il governo è rimasto fedele al suo modus operandi.

“Ancora una volta non è importante cosa viene proposto, ma chi è il proponente”, ha dichiarato, aggiungendo che al Sabor evidentemente esistono due tipi di forze all’opposizione: “quella gradita e quella sgradita”. “Evidentemente esiste anche un’opposizione sulla quale l’HDZ conta di poter fare affidamento”, ha dichiarato Glasovac.

La proposta della Legge finanziaria per il 2026 e gli emendamenti non accolti dal governo saranno messi ai voti venerdì. Il Bilancio nazionale per l’anno venturo, si ricorda, prevede introiti per 35,7 e spese per 39,8 miliardi di euro. Nel corso di un suo intervento in aula il vicepresidente del Sabor e deputato della Comunità Nazionale Italiana al Parlamento di Zagabria, Furio Radin, ha osservato che le risorse destinate alle Comunità nazionali per il tramite dell’Ufficio per i diritti umani e i diritti delle minoranze nazionali dovrebbero aumentare del 4 p.c. (progetti), ovvero del +3,7 p.c. (programmi). Il Consiglio per le minoranze nazionali dovrebbero essere incrementate le risorse per l’autonomia culturale dell’11,5 p.c., con l’accento posto sull’attività degli enti che nel 2026 potranno contare su una crescita del 9,7 p.c. Più significativi gli incrementi destinati al mondo della scuola, ovvero all’istruzione degli appartenenti alle Comunità nazionali e all’inclusione dei rom che raggiungeranno il 54 p.c. e quelli che guardano al miglioramento delle infrastrutture nelle aree prevalentemente popolate da appartenenti alle minoranze (+33 p.c.), ovvero nelle aree in cui risiedono i rom (+29 p.c.).

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