Barcaioli e Parco delle Brioni. Pronto botta e risposta

I proprietari delle imbarcazioni invocano l’esenzione dal pagamento della tassa per il passaggio nelle acque dell’arcipelago. L’ente pubblico afferma che tutto è a norma di legge

La protesta dei barcaioli. Foto Srecko Niketic/PIXSELL

“Siamo con l’acqua alla gola”. È questo il grido d’allarme lanciato da Pavle Orešnik, presidente dell’Associazione dei piccoli barcaioli dell’Istria meridionale, che punta il dito contro la direzione del Parco Nazionale delle Isole Brioni, accusata di comportamenti vessatori nei confronti dei barcaioli locali, che hanno quindi deciso di far sentire la propria voce organizzando un sit-in di protesta sul molo d’imbarco e sbarco passeggeri di Fasana, punto di partenza del traghetto Fasana – Brioni Maggiore. Alla protesta, tenutasi ieri mattina, hanno aderito una ventina di barcaioli, che raggiunto il punto d’incontro a bordo delle rispettive imbarcazioni hanno manifestato contro l’insensibilità dei vertici dell’Ente, reo a loro detta di continuare a pretendere dagli organizzatori delle escursioni in barca il pagamento del canone annuale di autorizzazione per il transito nelle acque territoriali del Parco. Canone che ammonta a oltre 16mila kune. “Non siamo più disposti a pagare” hanno gridato all’unisono i barcaioli, aggiungendo che nessun altro Parco richiede tale pagamento. “Ripeto, siamo con l’acqua alla gola e non siamo più disposti a pagare il canone, che tra l’altro né i pescatori né gli yacht o le altre imbarcazioni private sono costrette a pagare” ha detto Orešnik, il quale ha spiegato che le casse dei trasportatori sono, quest’anno, più vuote che mai.
In attesa delle gite…
“Finora nessuno di noi ha ancora organizzato una gita. I turisti ancora non ci sono e, per quest’estate, si registra una riduzione del 70 per cento degli arrivi” ha continuato il presidente dell’Associazione dei barcaioli, il quale ritiene che pretendendo il pagamento del canone d’autorizzazione, il Parco Nazionale starebbe addirittura violando la legge. Il rappresentante dei barcaioli ha successivamente dichiarato che gli organizzatori di escursioni e gite in barca sarebbero disposti a pagare soltanto per l’eventuale sbarco dei passeggeri su una delle isole dell’arcipelago. Mentre i barcaioli protestavano sulla riva di Fasana, il Ministero dei Trasporti, del Mare e delle Infrastrutture ha inviato alle redazioni dei giornali una nota nella quale afferma che “il Parco Nazionale delle Isole di Brioni non è nella condizione di pretendere il pagamento di alcun canone per il semplice transito in mare delle imbarcazioni”.
Milotić: «Richieste infondate»
Al termine della protesta, sia le richieste dei barcaioli, che la nota del Dicastero sono state commentate dal direttore dell’Ente Parco, Marno Milotić, che informato della nota del Ministero dei Trasporti è rimasto inizialmente spiazzato. Ripresosi dalla notizia il direttore ha risposto che la questione dei canoni di autorizzazione non è di competenza del Ministero dei Trasporti, ma di quello della Tutela dell’ambiente. “L’arcipelago delle Brioni è un Parco Nazionale e in quanto tale, area marina protetta compresa, è di competenza del dicastero della Tutela dell’ambiente”, ha spiegato Marno Milotić, secondo il quale le richieste dei barcaioli sarebbero totalmente infondate. “La legge è chiara e dice che chiunque svolga un’attività commerciale e si trovi, per motivi di lavoro, a transitare entro i confini di un’area marina protetta è tenuto al pagamento di un canone di concessione”: così il direttore, che intende comunque chiedere spiegazioni ai due Ministeri. A Milotić è stato poi chiesto il perché nei giorni scorsi abbia rifiutato di incontrare i rappresentanti dell’Associazione, ma non i barcaioli residenti nel Fasanese. “Semplicemente perché l’Associazione non rappresenta i piccoli barcaioli dell’Istria ma una piccola schiera di familiari e persone vicine al suo presidente Pavle Orešnik” ha commentato, ripetendo che il pagamento del canone di concessione è previsto dalla legge e che i barcaioli del sud dell’Istria svolgono un’attività commerciale, tra l’altro pubblicizzata sfruttando il buon nome del Parco.
Un’ultima curiosità. L’imbarcazione Krešimir al rientro dalla protesta ha sbattuto con la prua contro la riva del porto polese e a causa dei danni riportati è affondata dopo pochi minuti. Non si registrano feriti.

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