Autoctonia a Buie. Quel sapore amaro in bocca

Lettera aperta della vicesindaco per la CNI di Buie, Jessica Acquavita in seguito all’emendamento della consigliera dell’SDP, Bojana Puzigaća, che va a eliminare la garanzia della presenza di almeno un consigliere della minoranza nazionale italiana in ogni comitato locale

Il Municipio di Buie

A seguito dell’approvazione dell’emendamento avanzato all’ultima seduta del Consiglio cittadino di Buie dalla consigliera dell’SDP, Bojana Puzigaća, ai sensi del quale nella Delibera sull’elezione dei membri del Consiglio dei Comitati locali è stata abrogata la parte che garantisce la presenza di almeno un consigliere della minoranza nazionale italiana, autoctona, per ogni comitato locale, la vicesindaco per la CNI di Buie, Jessica Acquavita ha inviato alla redazione del nostro quotidiano una lettera aperta.
“In merito a quanto accaduto all’ultima seduta del Consiglio cittadino di Buie – si legge nella lettera -, in qualità di vicesindaco per la Comunità nazionale italiana mi sento in dovere di intervenire, innanzitutto per chiarire determinate situazioni che, merito anche del potere dei social network, rischiano di essere interpretate in maniera sbagliata”.
I fatti
“Purtroppo – spiega Acquavita -, a causa di altri impegni, non ho potuto presenziare alla seduta del consiglio cittadino del 3 ottobre, seduta che ha visto il consiglio cittadino approvare con 8 voti a favore e 6 contrari, l’emendamento proposto dalla consigliera Bojana Puzigaća, dell’SDP, e riguardante l’articolo 10 del Regolamento per l’elezione dei membri dei Consigli dei comitati locali. La Commissione per lo statuto, il regolamento e le questioni amministrative, riunitasi per modificare il Regolamento per le elezioni dei comitati locali aveva approvato all’unanimità la modifica dell’articolo 10 del suddetto regolamento. All’articolo si aggiungeva, accanto all’obbligo di rispettare la parità dei sessi nella stesura della lista, anche l’obbligo di garantire in ogni lista presentata, la presenza di almeno un’appartenente alla Comunità nazionale italiana autoctona.
L’emendamento proposto dalla sig.ra Puzigaća, successivamente votato e approvato dal consiglio, prevede che l’articolo 10 del regolamento reciti ‘nel redigere la lista, il proponente dovrà tener conto del principio di uguaglianza dei sessi e della rappresentanza degli appartenenti alle minoranze nazionali’. Questi i fatti”.

Jessica Acquavita

Una mossa inaspettata
“Ora – continua la vicesindaco -, la prima questione importante è che di questo emendamento, la sottoscritta non era a conoscenza poiché né la sig.ra Puzigaća né tantomeno gli altri membri del club dell’SDP mi hanno mai interpellata per chiedere un parere, un’opinione, un consiglio o anche solo per accennare alla possibilità di emendare la proposta di modifica del Regolamento. Una circostanza questa che mi rammarica poiché, visto che sono stati proprio i consiglieri dell’SDP ad appoggiare la mia candidatura a vicesindaco per la Comunità nazionale italiana alle passate elezioni, avrei certamente gradito di essere almeno informata di queste decisioni che riguardano e toccano da vicino la componente italiana del territorio. Dichiaro dunque, a chiare lettere onde evitare interpretazioni sbagliate, che con questa mossa politica, io non c’entro niente e anzi, me ne discosto nella maniera più assoluta”.
In conflitto con la Costituzione
“Dichiarando – si legge più avanti -, nella lettera che ha accompagnato la richiesta di emendamento, che la modifica dell’articolo 10 del regolamento, così come proposta dalla Commissione per lo statuto, il regolamento e le questioni amministrative è in conflitto con la Costituzione della Repubblica di Croazia poiché qualche altra minoranza potrebbe sentirsi trascurata o sottovalutata, evidentemente la sig.ra Puzigaća non ha tenuto conto – o non ha voluto tener conto – del fatto che la Comunità nazionale italiana è una realtà specifica. Una particolarità che le deriva da Trattati storici e da Accordi internazionali che, come noto, stanno al di spora delle leggi nazionali. Sebbene questa modifica, come spiegato dal legale della Città, porti dei giovamenti per gli appartenenti alla Comunità nazionale italiana che, in rispetto della loro presenza numerica sul territorio avranno diritto a un maggior numero di candidati nelle liste per i comitati locali, rimane l’amaro in bocca”.
Motivo di tristezza
“Quello di vedere la nostra Comunità nazionale, realtà autoctona, baluardo delle tradizioni, delle radici, della storia di questo nostro territorio parificata alle altre minoranze nazionali – conclude Jessica Acquavita -. Rattrista dover per l’ennesima volta spiegare, illustrare, quasi giustificare la nostra presenza e ribadire che non possiamo, né vogliamo, essere parificati alle altre etnie. Quello che indispone ancor di più, poi – conclude Jessica Acquavita –, è sapere che altri consiglieri connazionali hanno votato a favore di questo emendamento”. Da aggiungere che del tema hanno discusso, a Buie, anche i rappresentanti CNI. Alla riunione di lavoro hanno preso parte anche i rappresentanti dell’Unione Italiana.

Facebook Commenti