I turisti cinesi di Wuhan hanno lasciato la Croazia

La comitiva proveniente dalla città in cui è scoppiato il coronavirus è atterrata sabato a Milano e poi si è diretta ai Laghi di Plitvice. Nei prossimi si recherà a Zara e Ragusa (Dubrovnik). L'epidemiologa: «Seguiamo la situazione: è tutto sotto controllo»

Un gruppo di turisti cinesi ai Laghi di Pltivice in una foto d'archivio. Foto Boris Scitar/Vecernji list/PIXSELL

Un autobus pieno di turisti provenienti da Wuhan è arrivato sabato in Croazia, ma già ieri la comitiva ha lasciato il Paese.  La notizia è stata confermata dalle autorità competenti. Il gruppo di vacanzieri ha varcato il confine croato-sloveno di Bregana sabato in giornata, per poi dirigersi verso i Laghi di Plitvice.
La comitiva è atterrata a Milano il 22 gennaio direttamente dalla città in cui si è verificato il focolaio del coronavirus. All’aeroporto lombardo i turisti sono stati sottoposti allo screening predisposto dalle autorità sanitarie italiane, che hanno confermato l’assenza di sintomi che potrebbero far pensare a un contagio con il virus. Perciò, sono stati fatti passare e il gruppo ha potuto proseguire il viaggio verso la Croazia.
“Sì, i cinesi di Wuhan sono sul territorio croato e noi siamo a conoscenza del loro arrivo – ha dichiarato Zvjezdana Lovrić Makarić, epidemiologa dell’Istituto croato per la salute pubblica –. Noi monitoriamo la situazione e voglio invitare la cittadinanza a non farsi trasportare dal panico. In questo momento non c’è posto per inutili allarmismi”. L’epidemiologa ha concluso ricordando che sul sito dell’HZJZ sono pubblicate tutte le precauzioni da prendere in caso una persona dovesse venire a contatto con il virus.
Krunoslav Capak, direttore dell’HZJZ, ha confermato che la comitiva cinese, che era formata da 29 persone, ha lasciato il territorio croato. “Oltre che all’aeroporto di Milano, i turisti di Wuhan sono stati controllati anche al valico di confine di Bregana, dove pure non sono stati riscontrati sintomi di virus. Anche l’autista, un cittadino croato, è rimasto in contatto per tutto il weekend con l’epidemiologo di turno dell’Istituto”, ha concluso Capak.

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