Adnkronos
Jannik Sinner sconfitto in semifinale agli Australian Open 2026. L’azzurro, numero 2 del mondo, oggi 30 gennaio è stato battuto dal serbo Novak Djokovic, testa di serie numero 4. Il 38enne di Belgrado si è imposto in 5 set con il punteggio di 3-6, 6-3, 4-6, 6-4, 6-4 in 4h08′.
Djokovic, a caccia del 25esimo titolo della carriera in un torneo dello Slam, domenica affronterà in finale lo spagnolo Carlos Alcaraz, numero 1 del mondo, che nella prima semifinale ha battuto in 5 set il tedesco Alex Zverev, testa di serie numero 3.
La partita
L’inizio partita è tutto a tinte azzurre. Sinner è letale al servizio, trova una devastante continuità con la prima, che gli era mancata nei quarti contro Shelton, mettendone in campo otto su dieci, e piazza subito un break al secondo game. Il set, insomma, si mette subito in discesa e tutto sembra scritto: l’azzurro gioca con il pilota automatico, Djokovic colpisce soprattutto con il dritto lungolinea, provando a entrare dentro al campo in risposta per anticipare il suo colpo, togliere il tempo all’azzurro e chiudere velocemente il punto. La strategia però non funziona, Sinner non barcolla e si prende il primo parziale senza fatica 6-3.
Tutto cambia però nel secondo set. La reazione di Djokovic è rabbiosa, veemente ed efficace. Il serbo trova una risposta vincente dopo l’altra e riesce a piazzare un break al quarto game, resistendo al ritorno di Sinner, che non riesce a sfruttare due chanche per l’immediato controbreak, e allungando così nel parziale. La storia si ripete al settimo game, Jannik ha l’occasione per rubare il servizio a Nole, che però sfrutta il suo servizio, preciso come nessuno nel circuito, per resistere e prendersi il secondo set 6-3.
Djokovic ritrova fiducia, chiede l’aiuto del pubblico, che aveva paura di vedere il ‘solito’ 3-0, come li ha abituati Sinner, e regge il ritmo di Jannik, ma non senza usare il mestiere. Tra un set e l’altro chiede un toilet break, va negli spogliatoi e si ricarica. Serve, si prende tutti i secondi a disposizione, si siede in panchina, a un certo punto si mette l’asciugamano sulla testa, sfinito. La sua è una partita quasi eroica, ancora lontana dalla parola fine. Al quinto game si prende una palla break, ma Sinner è di ghiaccio e la annulla con un bel passante di rovescio, la specialità della casa. L’equilibrio regna sovrano, fino al decimo gioco. Qui Jannik conquista tre set point e trasforma il secondo, prendendosi il terzo parziale 6-4.
Ma Djokovic non è ancora pronto ad arrendersi, la sua ira agonistica è eterna. Il serbo sfida sé stesso, i precedenti, l’età. Supera i suoi limiti e torna indietro negli anni, quando dominava sul cemento, e dopottutto ci sarà un motivo se di Australian Open ne ha vinti dieci. Nole parte forte in risposta e si prende il break in apertura, indirizzando il set e resistendo al servizio. Sinner, che appare contratto in questa fase, va di fretta, prova a forzare i colpi, ma è impreciso. L’occasione però se la costruisce comunque all’ottavo game: qui Jannik ha due palle del controbreak, ma Djokovic non trema e le annulla entrambe, usando la sua intelligenza tattica per coprire il campo e limitare gli spostamenti. E alla fine riesce a portare il match al quinto set, come mai gli era successo in uno Slam in cui dall’altra parte della rete c’è Sinner, vincendo il quarto parziale 6-4.
L’ultimo capitolo della sfida è fatto di rincorse e occasioni sprecate. Al quarto game Sinner si conquista tre palle break, Djokovic le annulla una dopo l’altra. Il serbo è chirurgico, trova le linee e va a segno con il dritto, il colpo che più ha fatto male all’azzurro in questo match. Nole aspetta il suo momento e colpisce: la chance arriva al settimo game e il numero 4 del mondo non perdona. Sinner si ritrova a rincorrere, in una partita tanto pazza quanto imprevedibile. La sua reazione è veemente: nel parziale successivo conquista tre palle per l’immediato controbreak, ma le spreca tutte. In totale, nel set decisivo, saranno otto le chance fallite, un’enormità, per uno come lui. Djokovic urla, esulta e fomenta la folla. Nel game che decide il match Sinner prova un’ultima strenua resistenza annullando tre match point, ma non basta. Il sogno del tris australiano sfuma, il primo appuntamento con Alcaraz è rimandato, in finale ci va, con merito, un Djokovic mai così eterno.
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