Attacco Iran, il conflitto si allarga. Hegseth: «Non abbiamo iniziato guerra»

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Attacco Iran, il conflitto si allarga. Hegseth: «Non abbiamo iniziato guerra»

Si allarga la crisi in Medio Oriente. Mentre continuano gli attacchi di Usa e Israele contro l’Iran, con nuovi raid contro Teheran e altre città, il conflitto ha coinvolto anche gruppi militanti filo-iraniani come Hezbollah, aprendo un nuovo fronte in Libano.

Nella periferia sud di Beirut, gli attacchi israeliani hanno ucciso almeno 31 persone e ne hanno ferite 149, ha riferito il ministero della Salute libanese. “Abbiamo lanciato una campagna offensiva contro Hezbollah che potrebbe includere un’invasione di terra”, ha annunciato Israele.

Intanto Teheran risponde ai raid con lancio di missili e droni: esplosioni sono state avvertite a Gerusalemme, Tel Aviv, Dubai, Abu Dhabi e Doha.

“Non abbiamo iniziato noi questa guerra, ma con il presidente Trump la finiamo”, ha detto il capo del Pentagono Pete Hegseth, aggiornando in conferenza stampa sugli sviluppi dell’operazione militare in Iran.

“Ci auguriamo che il popolo iraniano approfitti di questa incredibile opportunità”, ha aggiunto. Gli Stati Uniti “hanno stabilito i termini di questa guerra, dall’inizio alla fine”.

Oltre all’auspicio per il popolo iraniano, Hegseth ha esortato anche le forze di sicurezza di Teheran a “scegliere saggiamente”. L’appello rivolto dal capo del Pentagono è: “lottiamo per vincere e non sprechiamo tempo, né vite”.

Trump: «Previste 3 settimane per eliminare leadership ma ci è voluto un giorno»

“Avevamo sempre previsto quattro settimane. Avevamo anche previsto che ci sarebbero volute due o tre settimane per eliminare parte della leadership, ma siamo riusciti a eliminarla tutta in un solo giorno. Quindi siamo stati molto più veloci del previsto”. Lo ha affermato il presidente americano Donald Trump al Telegraph, aggiungendo che gli iraniani “vogliono davvero concludere un accordo. Ho detto che avrebbero dovuto farlo una settimana fa”.
Tre F15 Usa abbattuti in Kuwait: «Apparente incidente fuoco amico»
Gli Stati Uniti rendono noto che tre suoi F-15 Strike Eagles abbattuti oggi in Kuwait sono stati colpiti “in un apparente incidente di fuoco amico”. In un comunicato del Centcom, si conferma anche che i sei militari a bordo dei velivoli sono in salvo e in condizioni stabili. Secondo la ricostruzione fornita i tre jet “durante un combattimento attivo, che comprendeva attacchi da parte di aerei, missili balistici e droni iraniani, sono stati abbattuti per errore dalle difese anti aeree del Kuwait”. “Il Kuwait ha ammesso l’incidente e siamo grati per gli sforzi delle difese del Kuwait e del loro sostegno per l’operazione”, prosegue il Cencom aggiungendo che “le cause dell’incidente sono al centro di un’indagine”.
Pasdaran: attaccato ufficio di Netanyahu

I Pasdaran iraniani sostengono di aver attaccato l’ufficio del premier israeliano Benjamin Netanyahu. In una dichiarazione ripresa dalla agenzie di stampa di Teheran, i Guardiani della rivoluzione rivendicano di “aver preso di mira l’ufficio del premier criminale del regime sionista e il quartier generale del comandante dell’Aeronautica del regime”. Nell’attacco sarebbero stati usati missili Kheibar.

Attaccata l’ambasciata Usa in Kuwait, precipitati vari caccia americani

Colonne di fumo si sono levate nei pressi dell’ambasciata statunitense in Kuwait. La sede ha diffuso un avvertimento ai cittadini statunitensi, esortandoli a rifugiarsi sul posto. Inoltre, secondo quanto rende noto il ministero della Difesa del Kuwait, dopo le notizie della Cnn e dei media iraniani, stamani sono precipitati diversi caccia americani. “Tutti gli equipaggi sono sopravvissuti” e i piloti sono in condizioni “stabili”.

Larijani: «Non negozieremo con gli Usa»

“Non negozieremo con gli Stati Uniti”. Il capo del Consiglio supremo di sicurezza iraniano, Ali Larijani, chiude la porta ogni trattativa con il presidente americano, che ieri si era detto disponibile a parlare con Teheran. “Trump ha fatto sprondare la regione nel caos con le sue fantasie illusorie e ora teme altre vittime americane: non è stato l’Iran a iniziare la guerra”, ha scritto Larijani su X. Che ha smentito così anche il Wall Street Journal, secondo cui avvrebbe contattato l’Oman, mediatore dei colloqui tra Teheran e Washington, per riprendere i colloqui

Paesi Golfo: »Attacchi ingiustificati, risponderemo ad aggressione»

I Paesi del Golfo denunciano gli attacchi “ingiustificati” lanciati dall’Iran contro di loro in risposta all’operazione americana e israeliana e sottolineano il loro “diritto di rispondere”. Dopo una riunione straordinaria ieri in video conferenza del Consiglio di cooperazione del Golfo (Ccg), i ministri degli Esteri di Arabia Saudita, Qatar, Oman, Emirati, Bahrein e Kuwait – Paesi tutti sotto attacco – hanno affermato che “alla luce dell’aggressione iraniana ingiustificata, gli Stati del Ccg prenderanno tutte le misure necessarie per difendere la loro sicurezza e stabilità e per proteggere i loro territori, cittadini e residenti, compresa l’opzione di rispondere all’aggressione”.

Tajani: «Nella regione oltre 70mila italiani, domani volo speciale Abu Dhabi-Milano per rimpatrio 200 studenti»

”Nella regione sono al momento presenti oltre 70mila connazionali tra presenze stabili (quasi l’80%) e temporanee. Trentamila circa solo a Dubai e Abu Dhabi”, ha spiegato Tajani riferendo in Senato, “si tratta di residenti, lavoratori, militari, turisti, studenti, pellegrini. In Israele vivono circa ventimila residenti con passaporto italiano. Negli Emirati Arabi Uniti, in Arabia Saudita, in Kuwait, in Oman e in Bahrein sono presenti comunità numerose. In Iran si trovano poco meno di cinquecento connazionali, quasi tutti residenti”.

“Su nostra richiesta domani le autorità emiratine metteranno a disposizione un volo speciale Abu Dhabi-Milano per il rientro del gruppo di circa 200 studenti minorenni che si trovano nel Paese” ha annunciato.

 

“Voglio dirlo con chiarezza: Stati Uniti e Israele hanno deciso in autonomia e nella riservatezza quando intervenire”, ha spiegato poi Tajani, “francesi e inglesi hanno riferito pubblicamente di non aver ricevuto alcun avvertimento preventivo – ha aggiunto – Noi come tedeschi e polacchi siamo stati informati ad operazione iniziata”

Il ministro degli Esteri ha informato sui danni alla base britannica di Cipro, che “sono lievi, ma il messaggio è inequivocabile: nessuno sarebbe a riparo da un Iran dotato di missili oltre che dall’arma atomica”

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