Assemblea UI, si dialoga per uscire dall’impasse (foto)

La XVI sessione ordinariaa lla CI «Armando Capolicchio» di Gallesano. Affrontata, tra l’altro, la questione del coordinatore della Consulta UI con sede a Capodistria

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Assemblea UI, si dialoga per uscire dall’impasse (foto)

Una situazione in cui non ci sono “né vincitori né vinti”, ma a fare la differenza è come ci comporteremo, perché rischiano di perdere tutti, con una frattura profonda, e per evitarlo si invocano soluzioni condivise e durevoli nel tempo, magari anche abbandonando visioni idealizzate, con richiami alla responsabilità, al rispetto della legalità e della specificità della Comunità Nazionale Italiana. L’Unione Italiana si trova alle prese con un nodo che non sarà facile sbrogliare. L’unità non è messa in discussione, è stato ripetuto mercoledì sera 2 luglio a Gallesano, dove l’Assemblea ha affrontato la questione del coordinatore della Consulta dell’Unione Italiana con sede a Capodistria, rispettivamente della relativa delibera dell’Unità amministrativa capodistriana sul funzionamento dell’Associazione degli Appartenenti alla Comunità Nazionale Italiana di Capodistria. Problemi che si sono accumulati negli anni “e che sono esplosi come un vulcano”, per citare il consigliere di Torre, Gaetano Benčić, membro della Giunta esecutiva che si occupa di Istituzioni della CNI e collaborazione transfrontaliera.

In un preambolo, il presidente dell’Assemblea, Paolo Demarin, ha auspicato che si possa continuare a essere una voce unita, perché “se accetteremo di essere divisi, saremo più deboli, più esposti, più soli” e, in uno scenario di rottura, la parte che resterà più isolata sarà quella in Slovenia. Ma è una questione “che riguarda tutti noi”, ha puntualizzato Demarin. “Non permetterà che venga messa in discussione la legittimità di quest’Assemblea – ha sottolineato –, mi farò garante dell’unità”. Restare uniti come persone, questo il suo appello, perché sono le persone che fanno le istituzioni e non viceversa. Stemperare un’atmosfera avvelenata da contrasti che si sono trasformati in astio, facendo tutti un passo indietro, come ha ripetuto Marin Corva, presidente della Giunta esecutiva.

Continuare con un tono costruttivo, hanno auspicato in tanti. Altri hanno cercato “colpe”. Per alcuni vanno attribuite ai membri della Consulta capodistriana che il 9 gennaio 2024 si sono riuniti in sede separata e hanno forzato la mano del cambiamento; ma c’è chi ha anche chiamato in causa il presidente dell’UI, Maurizio Tremul. “Crocifiggetemi e avrete risolto tutto”, ha esordito Tremul, indossando un cappellino a mo’ di elmetto “protettivo”. Tremul ha ripercorso lo storico della vicenda e rivendicato le decisioni prese, quel modello di compromesso, frutto di un accordo politico che ha consentito di mantenere l’unitarietà, pur operando in maniera consapevolmente “creativa”. “Io mi sento con la coscienza a posto”, ha confidato Tremul, dichiarando che si sta lavorando per sistemare le cose. Mercoledì si è iniziato a discutere, si continuerà a farlo in una prossima occasione.

Assestamento accolto all’unanimità

Una conclusione concreta si è avuta, invece. E riguarda la finanze. L’aver sfiorato i 12 milioni di euro è, nella lettura fornita dal presidente della Giunta esecutiva, Marin Corva, una conferma dell’apprezzamento del lavoro che viene svolto e dell’impegno dedicato alla Comunità Nazionale Italiana. Accolto all’unanimità l’assestamento bis del bilancio di quest’anno, ufficalmente “Programma di lavoro e Piano finanziario dell’Unione Italiana per il 2025 – Programmazione delle attività, delle iniziative e degli interventi da finanziarsi con i mezzi della Legge 73/01, con i mezzi della Regione FVG, con i mezzi del Piano permanente, con i mezzi del Consiglio delle minoranze nazionali e dell’Ufficio per i diritti dell’uomo e per i diritti delle minoranze nazionali della Repubblica di Croazia, con i mezzi della Regione Istriana, con i mezzi dell’Ufficio per le minoranze della Repubblica di Slovenia e con Entrate proprie e altre entrate a favore della Comunità Nazionale Italiana in Croazia e Slovenia per il 2025”. “Speriamo che ciò ci consenta di fare dei passi avanti e che tutti i progetti si avverino”, ha commentato il consigliere polese Ardemio Zimolo.

Accertate tutte le risorse di cui l’Unione Italiana potrà beneficiare quest’anno per le proprie
attività dalle varie fonti – Stato italiano (Ministero degli Affari esteri e della cooperazione internazionale), Regione Friuli Venezia Giulia, Stato croato (Consiglio per le minoranze nazionali e Ufficio per i diritti dell’uomo e i diritti delle minoranze nazionali), Regione Istriana, Stato sloveno (Ufficio governativo per le comunità nazionali) ed entrate proprie – la manovra scende di circa 694mila euro rispetto alla previsione di dicembre, attestandosi a quasi 11 milioni e 950mila euro. A complimentarsi per i risultati ottenuti, il consigliere Zimolo e il suo collega di Isola, Robi Štule (Comunità degli Italiani “Pasquale Besenghi degli Ughi”).

Per quanto riguarda l’Italia, i mezzi ordinari (1.531.885 euro sono rimasti pressapoco ai livelli dello scorso anno, come pure quelli assicurati dalla Legge 73/01 (2.637.273 euro), che è stata rifinanziata per i prossimi tre anni e con proiezioni per il decennio a venire, assumendo i contorni di una legge d’interesse permanente, come ha fatto notare Corva.

Invariati i finanziamenti dalla Regione Istria (quasi 50mila euro), aumentano i fondi da Zagabria – in particolare dall’Ufficio per i diritti dell’uomo e i diritti delle minoranze nazionali, che ha stanziato più di 9 milioni di euro “cosa che ci consentirà di operare con più tranquillità”, ha spiegato Corva, cui si aggiungono altri 275mila dal Consiglio minoranze – e lievemente anche da Lubiana (in tutto 61.574, euro), mentre si riducono quelli dal Friuli Venezia Giulia (106.500 euro), da bando gestito dall’Università Popolare di Trieste, che richiedrà “di riflettere insieme su cosa fare, con il massimo spirito collaborativo”, ha chiusato il presidente della Giunta esecutiva, guardando i rappresentanti dell’UPT.

A novembre grande evento a Trieste

Ordine del giorno con pochi punti (sostanzialmente due, preceduti dall’ora delle “Interrogazioni, interpellanze e mozioni”, più in chiusura le “Varie ed eventuali”), ma di un peso notevole per il destino dell’Unione Italiana e in generale della Comunità Nazionale Italiana. Considerato ciò, il presidente dell’Assemblea, Paolo Demarin, ha insistito sulla puntualità dell’inizio dei lavori e la stringatezza degli interventi. Nel suo saluto, la presidente della Comunità degli Italiani “Armando Capolicchio” di Gallesano, Debora Moscarda Demarin, ha detto che “è sempre un onore e un piacere ospitare il massimo organo dell’Unione Italiana”, ricordando che la sala del sodalizio ha accolto in passato “diverse Assemblee che in un mondo o nell’altro lasciato un segno”. “Mi auguro che anche questa si distinuga e lasci un’impronta positiva e propositiva, perché ne abbiamo davvero bisogno”, ha concluso Debora Moscarda Demarin.

In sala, oltre a 53 consiglieri, il presidente dell’Unione Italiana, Maurizio Tremul, il presidente della Giunta esecutiva, Marin Corva, insieme con alcuni membri della sua squadra (tra cui la vicepresidente e responsabile del Settore Affari giuridici e amministrativi, Roberta Grassi Bartolić, e Dyego Tuljak, titolare del Settore Attività giovanili), il presidente onorario dell’UI, Giovanni Radossi, il vicesindaco di Dignano in quota CNI, Manuela Geissa, il presidente dell’Università Popolare di Trieste, Edvino Jerian, e il segretario generale dell’ente triestino, Fabrizio Somma, il presidente del Consiglio per la minoranza nazionale italiana autoctona della Regione Istriana, Ennio Forlani, e il suo omologo della Regione litoraneo-montana (che è anche consigliere UI), Mauro Graziani, il direttore dell’Edit di Fiume, Christiana Babić, la presidente del Consiglio d’amministrazione dell’Ente giornalistico editoriale, Debora Radolović, il presidente del Comites Fiume, Federico Guidotto.

Nel suo breve discorso, il presidente dell’UPT ha tenuto a rilevare quanto per lui sia importante la presenza all’Assemblea UI, una presenza che deriva direttamente dal mandato ricevuto dal vicepremier e ministro degli Esteri e della Cooperazione internazionale, Antonio Tajani – un incarico tra l’altro rinnovato di recente –, di rafforzare i legami dello Stato e delle istituzioni italiane con la Comunità Nazionale Italiana di queste terre, di renderli sempre più operativi, “cosa che noi ci sforziamo di fare”, ha sottolineato. Jerian ha anticipato che a novembre si svolgerà una grande manifestazione a Trieste in occasione del 125º anniversario della fondazione dell’UPT e dei 60 anni della collaborazione attiva tra l’ente e la CNI. Un invito trasmesso per tempo, dunque. Jerian ha detto di aspettarsi la partecipazione di tutte le Comunità all’evento. Sarà un’occasione in cui “confrontarci, salutarci e conoscerci da vicino”.

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