L’Ufficio per la lotta alla corruzione e al crimine organizzato (USKOK) ha presentato davanti al Tribunale regionale di Zagabria un atto d’accusa nei confronti di quattro persone ritenute coinvolte in un presunto sistema di favoritismi negli appalti pubblici per la manutenzione della rete stradale. Tra gli imputati figurano l’ex presidente delle Hrvatske ceste (“Strade croate”), Josip Škorić, e il direttore del Settore traffico delle Hrvatske autoceste (“Autostrade croate” – HAC), Silvijo Čamber.
L’inchiesta coinvolge anche l’ex docente della Facoltà di Scienze dei trasporti di Zagabria Anđelko Ščukanec, proprietario della società Chemosignal, il direttore dell’Istituto per la segnaletica stradale Darko Babić e la stessa Chemosignal, accusati a vario titolo di corruzione, traffico d’influenze e abuso d’ufficio.
Le accuse
Secondo l’atto d’accusa, tra il 2023 e il giugno 2025 Ščukanec avrebbe chiesto a Čamber di favorire la propria società nell’assegnazione di lavori pubblici. In cambio avrebbe finanziato lavori di ristrutturazione e arredamento della sua abitazione per un valore di almeno 21.900 euro. Čamber, sostiene l’USKOK, avrebbe cercato di far affidare a Chemosignal incarichi di subappalto anche in opere nelle quali l’azienda non era risultata vincitrice.
Un secondo filone riguarda invece i rapporti con Josip Škorić. L’accusa sostiene che nel 2024 Ščukanec gli abbia offerto di sostenere diverse spese personali in cambio di interventi favorevoli alla propria società. Tra gli episodi contestati figurano il pagamento di oltre 3.900 euro di spese di ristorazione, che sarebbero state addebitate ai conti della Facoltà di Scienze dei trasporti su autorizzazione di Darko Babić, pur non essendo riconducibili alle attività dell’ateneo.
Contestato inoltre il pagamento di un soggiorno alberghiero a Rovigno, del valore di circa mille euro, e di biglietti aerei per oltre 2.400 euro a favore di Ščukanec. A ciò si aggiungerebbe la promessa di contribuire all’acquisto di un’automobile destinata a un familiare di Škorić del valore di circa 40.900 euro.
In cambio, l’ex numero uno di Hrvatske ceste avrebbe avviato iniziative affinché le Hrvatske autoceste acquistassero un sistema per la misurazione della resistenza e della stabilità delle pavimentazioni stradali, con l’obiettivo di favorire società e professionisti collegati a Ščukanec. L’operazione, tuttavia, non si sarebbe conclusa perché Škorić lasciò l’incarico prima dell’avvio della procedura.
Un’inchiesta già al centro dell’attenzione
Josip Škorić, alla guida di Hrvatske ceste dal 2017, si era dimesso dall’incarico prima di essere arrestato nell’ambito dell’indagine. In seguito era stato scarcerato insieme a un suo parente, dirigente della società Osijek Koteks, in un altro procedimento nel quale gli inquirenti ipotizzano presunti favoritismi nell’assegnazione di appalti per circa 10 milioni di euro.
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