Circa cinquanta cittadini si sono radunati questa mattina mattina, martedì 29 luglio, davanti all’ingresso principale del cantiere navale Brodosplit di Spalato, per protestare contro l’arrivo del traghetto italiano Moby Drea, a bordo del quale si trovano pannelli contenenti amianto, destinati alla rimozione da parte degli operai del cantiere. La nave, secondo i piani, sarà sottoposta a un’operazione di bonifica che prevede la rimozione di circa 250 tonnellate di materiale contaminato.
A guidare la protesta è stata Dijana Stella Limić, attivista ambientale, che ha espresso l’indignazione dei residenti per quella che definisce una trasformazione della città “in una discarica per rifiuti tossici provenienti dall’estero”. “Non possiamo accettare che Spalato diventi il deposito dell’amianto altrui. La nostra città ha già pagato un prezzo altissimo con l’amianto del vecchio stabilimento Salonit di Vragnizza (Vranjic), dove quattro persone su cinque tra quelle decedute sono morte per asbesto”, ha dichiarato.

Il punto critico sollevato dai manifestanti riguarda anche la mancanza di trasparenza: “Ci è stato detto che ci sarà un’azienda incaricata del controllo dei lavori e un concessionario per lo smaltimento, ma nessuno sa chi siano, da dove vengano e chi li abbia autorizzati”, ha aggiunto Stella Limić. “Se queste aziende sono così efficienti e sicure, perché non sono state in grado di bonificare l’amianto che ancora oggi si disperde nell’aria a Vragnizza?”.
Allarme condiviso anche dall’attivista Ante Tešija, che ha parlato di un’operazione “pensata solo per fare soldi”, accusando chi ha autorizzato il progetto di mettere in pericolo la salute pubblica.
Nel tentativo di rassicurare i cittadini, il portavoce del cantiere Brodosplit, Josip Jurišić, ha precisato che “il traghetto non è carico di amianto”, ma contiene solamente pannelli da due centimetri di spessore all’interno dei quali è presente il materiale. “L’amianto non è libero nell’aria e non rappresenta un rischio per la salute, né degli abitanti né dei lavoratori. I pannelli saranno avvolti in pellicole di plastica, impilati su pallet e trasportati da Ciak, un’azienda autorizzata allo smaltimento, verso una località non specificata”, ha detto Jurišić.
Secondo quanto riferito, una squadra di tecnici Brodosplit ha già ispezionato la nave due mesi fa a Genova per pianificare l’intervento. Il responsabile della sicurezza sul lavoro del cantiere, Ivica Sinovčić, ha dichiarato che i lavori dureranno circa due mesi e coinvolgeranno 30 operai, compresi quelli di una società collegata. “Tutti i lavoratori hanno ricevuto formazione specifica e sono stati sottoposti a controlli medici. Non vi sarà alcun taglio dei pannelli né produzione di polveri: l’amianto non entrerà in contatto con l’ambiente”.
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