Nell’insediamento rom di Lončarevo, in Međimurje, nel nord della Croazia, è stata scoperta una discarica illegale contenente circa 50 tonnellate di lastre di amianto e altri rifiuti edili. Invece di trovarsi in un centro di riciclaggio autorizzato, la discarica è situata vicino alle abitazioni e rappresenta una seria minaccia per la salute degli abitanti locali, scrive la TV di Stato croata (HRT).
Marijan Kalanjoš, consigliere della minoranza nazionale rom, ha descritto la situazione come una “bomba ecologica” che mette in particolare pericolo i bambini e i malati cronici del quartiere. Sebbene il comune di Podturen, con l’aiuto del Fondo per la tutela dell’ambiente, avesse già bonificato una discarica abusiva, in soli otto mesi ne è apparsa un’altra, ancora più pericolosa.
“Abbiamo denunciato il caso alla polizia e agli uffici competenti; la polizia sta cercando intensamente i responsabili, ma si tratta semplicemente di rifiuti portati da più persone, provenienti dai tetti delle case della contea di Međimurje e persino da quella di Varaždin”, ha dichiarato Perica Hajdarović, sindaco di Podturen.
Aumento dei casi di carcinoma
I rifiuti pericolosi si trovano nell’area della riserva della biosfera Mura-Drava-Danubio, il che amplifica ulteriormente il danno ambientale. Rudolf Rajf, dell’associazione ecologica “Čaplja”, avverte che l’inquinamento sta contaminando le acque sotterranee che gli abitanti utilizzano dai pozzi, e segnala un preoccupante aumento dei casi di cancro nel comune, cresciuti del 200 percento.
Il pneumologo Miroslav Horvat sottolinea che le particelle di amianto possono causare gravi malattie come il tumore ai polmoni e il mesotelioma, con un periodo di latenza che va dai 10 ai 40 anni. Lo smaltimento corretto dell’amianto è possibile attraverso il centro di raccolta, dove ogni cittadino può depositare gratuitamente fino a 400 kg di questo tipo di rifiuto due volte l’anno, mentre per quantità superiori viene applicata una tariffa di 1 euro al chilogrammo.
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