Ambasciatore croato: «In Ucraina non c’è più un posto sicuro»

0
Ambasciatore croato: «In Ucraina non c’è più un posto sicuro»
L'Ambasciatore croato in Ucraina, Anica Djamić. Foto: N1

Sono una ventina i cittadini croati presenti attualmente in Ucraina. A Kiev ce ne sono 4 e sono quotidianamente in contatto con l’Ambasciata croata che dalla capitale si è trasferita a Leopoli. Lo ha confermato l’Ambasciatore croato in Ucraina Anica Djamić, uno degli ultimi diplomatici ad aver lasciato la capitale per raggiungere la città predetta, che si trova nell’ovest del Paese. “I quattro cittadini croati rimasti a Kiev non hanno intenzione di lasciare la città. Qualora lo volessero fare, possono contare sul nostro aiuto”, ha detto l’Ambasciatore Djamić intervistata dall’emittente all news N1. La rappresentante diplomatica ha descritto quindi la situazione attuale a Leopoli dove, come anche in altre località del Paese, la gente sta tentando di mettersi al sicuro e raggiungere gli Stati contermini e non solo. “Ci sono treni provenienti da varie parti del Paese che portano ad ovest e altri che arrivano fino in Polonia. Nelle stazioni ferroviarie si possono notare soprattutto donne e bambini in quanto gli uomini dai 18 ai 60 anni sono soggetti alla mobilitazione generale e non possono varcare i confini nazionali. È una massa di gente che vorrebbe essere altrove e non trovarsi in queste condizioni”, ha sottolineato l’Ambasciatore croato. Si è soffermata pure sul fallimento dei corridoi umanitari. “Niente di strano se non funzionano perché la guerra non dura da molto e ha sorpreso tutti. Auspichiamo comunque che si attivino entro breve tempo”, ha detto ancora Anica Djamić soffermandosi sullo stato attuale nella parte occidentale del Paese. “Non possiamo sostenere di essere al sicuro qui, nell’ovest dell’Ucraina. Attualmente nel Paese non c’è un posto sicuro. Anche a Leopoli suonano le sirene antiaeree e la gente è costretta a mettersi in salvo”, ha ribadito. Per quanto riguarda i rifugi, “la gente si mette al riparo nelle gallerie antiatomiche, nei seminterrati e inoltre tutte le stazioni della metropolitana a Kiev sono aperte accogliendo le persone in fuga dagli attacchi delle forze armate russe mentre a Leopoli la situazione è diversa. Qui non c’è il metrò”, ha fatto sapere l’Ambasciatore che ha invitato i cittadini croati a non mettersi in viaggio da soli per raggiungere l’Ucraina. “È un Paese in guerra dove si può andare incontro ad inconvenienti. Al Ministero degli Affari esteri e al dicastero degli Interni abbiamo istituito una task force per fornire informazioni riguardanti, ad esempio, i corridoi umanitari. Consiglio comunque di attendere prima di intraprendere un viaggio in Ucraina”, ha spiegato Djamić rilevando come gli ucraini sia rimasti piacevolmente sorpresi dalla presa di posizione del loro Presidente Volodimir Zelensky che ha voluto rimanere a Kiev come pure della decisione del governo di far rimanere tutti nella capitale. “I veri eroi sono gli ucraini, i difensori che si battono per la propria patria”, ha concluso l’Ambasciatore croato che non ha dichiarato di non voler lasciare l’Ucraina.

S'informano i gentili lettori che tenuto conto delle disposizioni dell'articolo 94 della Legge sui media elettronici approvata dal Sabor croato (G.U./N.N. 111/21) viene temporaneamente sospesa la possibilità di commentare gli articoli pubblicati sul portale e sui profili sociali La Voce.hr.

No posts to display