Coronavirus in Italia: due vittime e 50 contagiati

Adriano Trevisan, di 78 anni, è deceduto all'ospedale di Padova

E’ salito a 39 il numero di contagiati da coronavirus in Lombardia e 11 in Veneto: lo ha spiegato in conferenza stampa il presidente della Regione, Attilio Fontana, sottolineando che si sono tutti verificati nella stessa area a sud di Lodi. Un caso di coronavirus è stato registrato anche in Piemonte. I test, che hanno dato esito positivo, sono stati svolti a Torino dagli specialisti dell’ospedale Amedeo di Savoia. E’ il primo caso di positività al coronavirus in questa Regione.
Le vittime del coronavirus ad ora sono due. La seconda vittima italiana è una donna di Casalpusterlengo (Lodi) di 76 anni, che viveva da sola. La donna è morta in casa e sarebbe stata contagiata perché nei giorni scorsi era stata nel pronto soccorso di Codogno, o stesso in cui era stato il 38.enne di Codogno indicato come “paziente 1”. L’accertamento che il decesso della donna è stato dovuto al coronavirus è stato fatto dopo la sua morte.
Ieri sera era morto uno dei due cittadini veneti ricoverati a Monselice (Padova) per contagio da coronavirus. Adriano Trevisan, di 78 anni, è deceduto all’ospedale di Padova, dove era ricoverato insieme con un’altra persona positiva al virus. Ex titolare di una piccola impresa edile, Trevisan aveva tre figli, una delle quali, Vanessa, era stata sindaco di Vo’ Euganeo di dove sono originari. L’uomo, ricoverato già da una decina di giorni per precedenti patologie, è spirato all’ospedale di Schiavonia (Padova). “Non c’è stato neppure il tempo per poterlo trasferire” ha detto il governatore Zaia.
Sono 34 al momento i casi accertati di contagio da coronavirus in Italia. Oltre alle due vittime – una in Veneto e una in Lombardia – ci sono state 27 positività in Lombardia, tre nel Lazio (la coppia di turisti cinesi e il ricercatore italiano rientrato da Wuhan) e due in Veneto.
Il ‘caso indice’ del Lodigiano sarebbe un 38.enne di Codogno che martedì 18 si è presentato all’ospedale con sintomi influenzali ma che, al termine della visita, è stato rimandato a casa. Il giorno dopo l’uomo è tornato e questa volta è stato ricoverato fino a giovedì sera, quando i test hanno dato il responso: positivo al coronavirus.

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