Alemka Markotić: «L’infezione continua ad essere aggressiva»

Alemka Markotić direttrice della Clinica per le malattie infettive "Dr. Fran Mihaljevic". Foto: PIXSELL

A Zagabria oggi la Task force della Protezione civile nazionale ha avuto un incontro con i responsabili delle unità di crisi regionali. Il ministro degli Interni, Davor Božinović, ha dichiarato dopo l’incontro che è stato analizzato l’evolversi della situazione, con un particolare accento sulla necessità di applicare alla lettera le misure prese per contenere la diffusione del coronavirus. Il ministro ha sottolineato pure l’esigenza di migliorare la comunicazione con i cittadini per far passare il messaggio che ci troviamo di fronte a una malattia gravissima. E l’unico modo per fronteggiarla è quello di attenersi ad alcune precauzioni di fondo in ogni momento della giornata.
Il ministro della Scienza e dell’Istruzione, Radovan Fuchs ha espresso, da parte sua, soddisfazione per l’applicazione delle misure e delle raccomandazioni epidemiologiche in ambito scolastico: prevale la convinzione che nelle scuole tutti si comporteranno in maniera responsabile.
Uno degli argomenti più importanti del vertice dei dirigenti della Protezione civile è stato quello relativo ai modi per proteggere le categorie più a rischio, ovvero le persone della terza età. In particolare vanno trovati i modi per impedire l’irruzione del virus nelle Case di riposo e definite le modalità con cui intervenire nel caso in cui l’infezione prenda piede nei gerontocomi.
Preoccupanti le dichiarazioni rilasciate dopo la riunione dalla direttrice della Clinica zagabrese per le malattie infettive “Dr. Fran Mihaljević”, Alemka Markotić, la quale ha fatto presente che l’ospedale è ormai zeppo di pazienti. E questo – ha puntualizzato – è il risultato del fatto che sul campo la gente non si attiene alle misure epidemiologiche. “Appena il 10 p.c. degli infettati ha bisogno del ricovero in ospedale. Però non dobbiamo accontentarci di questo risultato, in quanto in precedenza eravamo sotto il 5 per cento. L’infettivologa ha poi smentito le voci su un presunto indebolimento del virus. “L’infezione continua a essere aggressiva, le infiammazioni polmonari sono sempre più gravi e riscontriamo lastre spaventose tanto da chiederci come il paziente riesca a respirare”, ha evidenziato la direttrice della Clinica zagabrese per le malattie infettive “Dr. Fran Mihaljević”, avvertendo che “ci aspetta un autunno molto difficile”. Alemka Markotić ha fatto inoltre presente che il numero delle persone attaccate al respiratore che riesce a sopravvivere al Covid-19 si aggira attorno al 20-30 per cento, il che vuol dire che ce le fa a vincere il morbo appena un paziente su tre.
L’unico modo per fronteggiare una simile situazione, ha ribadito la direttrice della Clinica zagabrese per le malattie infettive, è quello di attenersi scrupolosamente a tutte le misure igieniche e sanitarie, incluso il distanziamento sociale e l’uso della mascherina. Il problema più grave, in questo contesto, come rilevato dal ministro degli Interni, Davor Božinović, sta nel fatto che ci sono ancora molti che non vogliono prendere atto della gravità della malattia, ragion per cui è più difficile far applicare le misure proposte dagli epidemiologi.

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