Il Parlamento croato ha discusso e accolto positivamente le modifiche al Codice penale che introducono nuove fattispecie di reato, tra cui quello di “danneggiamento della vita e della proprietà mediante sistemi di intelligenza artificiale”. La novità nasce dal rapido sviluppo tecnologico e dall’aumento dell’uso di strumenti automatizzati, soprattutto nel campo dei veicoli a guida autonoma.
Il ministro della Giustizia, dell’Amministrazione e della Trasformazione digitale, Damir Habijan, ha spiegato che la norma vuole rispondere a potenziali rischi per la sicurezza delle persone e dei beni. “Dovevamo intervenire, ma senza soffocare ricerca e innovazione. Serve equilibrio”, ha dichiarato, aggiungendo che con il progredire della tecnologia saranno necessarie ulteriori modifiche legislative.
Il dibattito in Aula ha mostrato opinioni contrastanti. Alcuni deputati, come Darko Klasić (HSLS), hanno elogiato l’approccio proattivo del governo, mentre altri, tra cui Ante Kujundžić (Most), hanno parlato di un semplice adeguamento alle pressioni internazionali. Marija Selak Raspudić ha ricordato di aver già proposto in passato una risoluzione sull’intelligenza artificiale, sostenendo che la Croazia avrebbe potuto anticipare l’Unione europea.
La questione centrale riguarda le responsabilità: chi risponderà in caso di danno provocato da un algoritmo? Il produttore, il programmatore, il proprietario o l’utilizzatore? Secondo Habijan, la decisione spetterà ai tribunali caso per caso. Alcuni deputati hanno poi richiamato l’attenzione sulla diffusione di contenuti “deepfake”, considerati una minaccia crescente per la società.
Le modifiche legislative non riguardano soltanto l’intelligenza artificiale. È stato ampliato il reato di corruzione dei parlamentari, ora esteso a tutte le fasi dell’attività politica, a livello locale, nazionale ed europeo. Inoltre, viene recepita una direttiva Ue contro la tratta di esseri umani, che introduce nuove forme di sfruttamento, come quello legato al cosiddetto “utero in affitto”.
Se la maggioranza ha sottolineato l’importanza del pacchetto di riforme per rafforzare la tutela delle vittime e rendere più efficiente la giustizia, l’opposizione ha invitato a una maggiore precisione. Molti deputati hanno infatti segnalato che le nuove norme, in particolare quelle legate all’intelligenza artificiale e alla corruzione politica, rischiano di essere troppo generiche e difficili da applicare.
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