Aggressione ai serbi e raduno ultras: Spalato trattiene il fiato

Nove arresti e nuove scritte nazionaliste apparse sui muri. Il capoluogo dalmata si prepara a un sabato delicato

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Aggressione ai serbi e raduno ultras: Spalato trattiene il fiato
Un'immagine panoramica di Spalato. Foto: Zvonimir Barisin/PIXSELL

Tensione crescente a Spalato dopo l’assalto avvenuto lunedì 3 novembre durante uno degli eventi delle Giornate della cultura serba. Un gruppo di circa cinquanta uomini incappucciati ha fatto irruzione interrompendo lo spettacolo e creando momenti di paura tra il pubblico e gli organizzatori. La polizia ha eseguito nove arresti, tra cui quello di un ex combattente di guerra, la cui detenzione ha innescato ulteriori reazioni nella tifoseria dell’Hajduk.

La protesta annunciata

Gli ultras della Torcida hanno infatti convocato una manifestazione per sabato 8 novembre alle ore 11 sul lungomare di Riva, per protestare contro il fermo dell’ex reduce coinvolto nei fatti. “Difendiamo i nostri” sarebbe uno degli slogan circolati nelle chat dei gruppi organizzati. L’invito alla mobilitazione arriva mentre la città è sotto i riflettori per l’escalation di tensione attorno a questioni identitarie e nazionali.

Il ministro dell’Interno Davor Božinović si trova oggi a Spalato per un incontro urgente con il sindaco Tomislav Šuta. Intervenendo già la sera precedente, il ministro ha richiamato al rispetto della legalità: “La democrazia significa libertà e diritto alla libertà di espressione. Chiunque voglia esprimere la propria opinione può farlo, ma nel rispetto della legge e senza ricorrere alla violenza, che in ogni forma è inaccettabile”.

Gesti e messaggi di odio

Sempre oggi sulle pareti della palestra scolastica del quartiere Plokite sono comparsi graffiti con messaggi d’odio rivolti ai serbi, tra cui frasi violente e simboli riconducibili all’estrema destra. Il caso è stato segnalato alle autorità e ha suscitato forte preoccupazione tra cittadini e organizzazioni civiche.

Tutti gli arrestati sono stati denunciati per violenza di gruppo e per aver leso la libertà di espressione dell’identità nazionale altrui. Il giudice ha disposto la custodia cautelare con la motivazione del possibile condizionamento dei testimoni e del rischio di reiterazione del reato. Secondo fonti non ufficiali, durante gli interrogatori gli indagati avrebbero fornito le proprie versioni dei fatti.

La polizia ha ricostruito che, dopo l’irruzione avvenuta lunedì nel tardo pomeriggio, nella giornata di mercoledì sono stati fermati tre uomini di 54, 59 e 30 anni, mentre giovedì sono stati arrestati altri sei sospetti, rispettivamente di 28, 59, 39, 43, 48 e 23 anni. Dopo le operazioni di identificazione e indagine, tutti sono stati consegnati al custode del carcere.

Secondo gli inquirenti, il gruppo sarebbe entrato nei locali del quartiere Blatine-Škrape, dove l’associazione culturale serba “Prosvjeta” stava per inaugurare le Giornate della cultura serba, intimando ai presenti di abbandonare la sala. Otto membri del gruppo culturale proveniente da Novi Sad, in gran parte giovani, insieme agli altri organizzatori, hanno lasciato il luogo senza opporre resistenza. L’episodio è stato subito denunciato alla polizia. Testimoni hanno riferito che si trattava di un gruppo numeroso di uomini vestiti di nero, alcuni dei quali con il volto coperto. Le indagini proseguono.

Božinović è intervenuto anche sulle minacce di morte giunte tramite la pagina Facebook ufficiale del partito dei serbi in Croazia al suo leader Milorad Pupovac, affermando che “la polizia prende tutte le minacce seriamente e procede in ogni caso secondo la legge”.

Spalato si trova dunque davanti a un crocevia delicato: tutelare la libertà di espressione e di manifestazione, prevenire la violenza, mantenere intatti gli spazi culturali come luoghi di dialogo. L’attenzione ora è rivolta a sabato, mentre la città trattiene il fiato.

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