Adriatico. Mare semichiuso da tutelare congiuntamente

Il Sabor è tornato a discutere della Zona Economica Esclusiva. Tutti d’accordo con i consueti distinguo

Per i pescatori dell’Adriatico nulla cambia con l’avvento della ZEE. Foto: Hrvoje Jelavic/PIXSELL

Il Parlamento di Zagabria dovrebbe approvare oggi la delibera sulla proclamazione della Zona Economica Esclusiva nell’Adriatico. La delibera doveva essere varata già venerdì scorso, con la conseguente entrata in vigore della ZEE a partire dal primo febbraio, però tutto è slittato in quanto al Sabor è venuto a mancare il numero legale. Ora non dovrebbero più esserci problemi di sorta con il quorum. Il Parlamento ha discusso l’altra sera il nuovo emendamento alla delibera presentato dal governo, in cui si precisa che la Zona Economica Esclusiva invece del primo febbraio entrerà in vigore otto giorni dopo la pubblicazione della decisione sulla Gazzetta ufficiale. Si tratta di un emendamento doveroso, di carattere tecnico, visto che la scadenza iniziale è già passata. Durante il dibattito in aula sull’emendamento, nessun gruppo parlamentare ha avuto nemmeno stavolta da obiettare sull’introduzione della ZEE, anzi l’appoggio è stato come sempre corale. Soprattutto dalle file della destra sovranista non sono mancati però i soliti appunti, secondo i quali dopo la proclamazione della Zona Economica Esclusiva nulla di particolare cambierà nell’Adriatico nel segmento più delicato, quello della pesca.
Il più duro è stato ancora una volta Hrvoje Zekanović, dei Sovranisti, il quale ha sostenuto che “centinata di pescherecci italiani continuano a gettare le reti nella parte croata dell’Adriatico e continueranno a farlo fino a quando vi sarà al governo Andrej Plenković”. Il ministro degli Affari esteri ed europei, Gordan Grlić Radman, ha ribattuto che Zekanović “con le sue tesi non veritiere trae in inganno l’opinione pubblica”. Il capo della diplomazia ha sottolineato che con la delibera sulla ZEE si vogliono tutelare le aree marine più a rischio, aggiungendo che la “sovranità è limitata dall’ordinamento internazionale” ovvero dalle sue disposizioni.
Nota diplomatica alle Nazioni Unite
Il capogruppo dell’HDZ, Branko Bačić, ha dichiarato che dopo la proclamazione della Zona Economica Esclusiva verrà inviata alle Nazioni Unite una nota diplomatica in cui si rileverà che al posto della ZERP (la Zona ittico-ecologica protetta) è stata proclamata la ZEE, che rappresenta un’integrazione della Zona precedente. “Il fatto importante è che proclamiamo la Zona Economica Esclusiva assieme agli italiani, in quanto l’Adriatico è un mare semichiuso ed è essenziale pertanto proteggerlo congiuntamente”, ha evidenziato il capogruppo dell’HDZ.
Una flotta di tutto rispetto
Branko Bačić ha anche respinto le tesi secondo le quali la Croazia non disporrebbe di una flotta per il controllo della Zona Economica Esclusiva. Ha enumerato in questo contesto la nave scuola della Marina militare, Andrija Mohorovičić, e altre otto navi, i velivoli senza pilota, la sessantina di motovedette a disposizione delle Capitanerie di porto e i battelli della Polizia marittima. Ha ricordato pure l’entrata in servizio del pattugliatore Omiš, evidenziando che sono state commissionate altre quattro unità di questo tipo.
In quest’ambito Miro Bulj del Most ha rilevato l’esigenza che la Croazia disponga di una Guardia costiera che possa tutelare la ZEE e che questa protezione sia assicurata pure nell’ambito delle istituzioni europee “affinché i pescherecci italiani non facciano ciò che vogliono nell’Adriatico croato”. La proclamazione della ZEE “è un atto solenne, ma non sufficiente”, ha sostenuto ancora Miro Bulj, aggiungendo di attendersi la piena applicazione della Zona Economica Esclusiva.

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