Il governo croato si prepara a rivedere gli aiuti straordinari introdotti per proteggere famiglie e imprese dall’aumento dei prezzi. L’ottavo pacchetto di misure, del valore di 296 milioni di euro, scade il 30 settembre e comprende prezzi calmierati per luce e gas, voucher mensili da 70 euro per l’energia e un elenco di 70 prodotti con prezzi bloccati.
L’esecutivo guidato da Andrej Plenković, però, sta preparando per l’autunno un nuovo pacchetto più selettivo. Secondo le indiscrezioni, le sovvenzioni generalizzate su elettricità e gas potrebbero essere eliminate, mantenendole solo per i nuclei più vulnerabili. Lo stesso premier ha spiegato che le nuove misure saranno “innanzitutto rivolte alle fasce più deboli” e che il governo proseguirà “con l’uscita graduale dagli interventi adottati finora”.
Il ministro dell’Economia Ante Šušnjar, ha parlato esplicitamente di una possibile riduzione delle sovvenzioni, mentre il collega alle Infrastrutture Branko Bačić, ha evocato una “calibrazione” delle misure.
Gli effetti finora non hanno frenato l’inflazione, che da gennaio ad agosto è rimasta elevata. Molti si chiedono se l’eliminazione degli aiuti su luce e gas non rischi di alimentare ulteriormente il caro-vita. Secondo l’economista Damir Novotny, accadrebbe l’opposto.
“Proprio perché oggi il motore dell’inflazione è l’eccesso di domanda, alimentato dall’aumento di salari e pensioni, togliere gli incentivi può ridurre la pressione sui prezzi”, spiega al canale all news N1. “Le famiglie hanno più soldi da spendere rispetto a un anno fa. Se aggiungiamo il turismo, il risultato è un’offerta insufficiente di beni e servizi e prezzi in salita. Per l’energia, di cui importiamo circa il 40 per cento, siamo costretti a comprare all’estero”.
Di fronte a tariffe più alte, aggiunge, i consumatori reagirebbero “in modo naturale, riducendo i consumi e costringendo i fornitori a tagliare i prezzi”. Novotny critica anche il blocco dei prezzi su 70 prodotti: “Con un’economia in espansione e stipendi in crescita, non servono interventi sul mercato. Meglio investire nell’aumento dell’offerta che nel controllo dei prezzi”.
Il graduale ritiro delle misure, conclude, è “logico ma delicato”: “Non si può fare all’improvviso perché è stato anche un gesto politico. In ogni società esistono gruppi vulnerabili da aiutare, ma non è giusto che i soldi dei contribuenti finanzino sconti per tutti, anche per chi guida auto di lusso”.
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