Fiume è in lutto per la scomparsa di Aldo Paquola, autentico gigante della cultura fiumana e croata, figura poliedrica di critico, saggista, regista ed enciclopedista, spentosi nei giorni scorsi, all’età di 72 anni, lasciando un segno indelebile in generazioni di lettori. Per la sua lunga attività letteraria è stato insignito del prestigioso premio alla carriera “Vladimir Vuković” della Società croata dei critici cinematografici.
Nato a Prezid il 28 ottobre 1952, Paquola si è formato prima a Fiume, dove ha frequentato il Ginnasio di Sušak, e poi a Zagabria, dove ha conseguito la laurea in filosofia e linguistica generale nel 1981.
La sua lunga carriera giornalistica è iniziata già all’inizio degli anni Settanta, scrivendo per le riviste giovanili Upitnik e Val. Successivamente ha collaborato con testate specializzate come Oko, Film e Hrvatski filmski ljetopis, ma la sua firma è indissolubilmente legata al quotidiano fiumano Novi list, per il quale ha scritto assiduamente dal 1974 al 2013. Oltre a ciò, ha collaborato per diversi anni con i quotidiani Primorski dnevnik e ha curato la popolare trasmissione radiofonica “Goldfinger” su Radio Rijeka. Per diversi anni ha scritto anche per il nostro quotidiano La Voce del popolo, pregiandolo con critiche cinematografiche nell’ambito dell’inserto InPiù Cinema.
La sua vasta opera è stata raccolta in diversi volumi, tra cui le due raccolte di saggi e critiche cinematografiche Don Huanovo ponoćno zrcalo (1996) e Retrospectator (2006). Le sue colonne settimanali sul Novi list sono confluite in Samozatajni hermafrodit e Licemjer, che lo hanno consacrato anche come un meticoloso cronista della vita fiumana. Negli ultimi due anni, ha continuato a scrivere per il portale ArtKvart.
Oltre alla critica, Paquola ha lasciato il segno anche come regista del cortometraggio “Automati želja” (1978/79), proiettato al Centre Pompidou di Parigi e allo Stedelijk Museum di Amsterdam. Ha inoltre partecipato alla stesura della Enciclopedia del Cinema e ha insegnato cultura cinematografica presso l’ex Facoltà di Pedagogia di Fiume.
Con il suo aspetto e il suo incedere, sembrava uscito da un film di Fellini, e in effetti adorava i classici del cinema italiano. Appassionato dell’oscurità delle sale cinematografiche, non sopportava la “pirotecnica” dei moderni cinema multisala, e per questo le sue critiche sul Novi list erano diventate sempre più rare. “Il suo geniale cinismo, a volte trasformato in sarcasmo – ha scritto il quotidiano Novi list in suo ricordo –, creava l’illusione di un mistico, ma in realtà Paquola era un vero edonista e un uomo profondamente sociale, amante delle uscite, degli incontri e delle discussioni nei caffè e nei ristoranti.
La sua scomparsa lascia un vuoto profondo nel panorama culturale croato e, in particolare, a Fiume, città alla quale ha dedicato la vita e il lavoro.
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