Temu, Shein, pacchi extra-Ue: da oggi gli acquisti costano di più

Dal 1° luglio abolita l'esenzione per le spedizioni sotto i 150 euro: il nuovo dazio di 3 euro si applica a ogni voce della dichiarazione doganale

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Temu, Shein, pacchi extra-Ue: da oggi gli acquisti costano di più
Foto: Davor Puklavec/PIXSELL

L’Unione europea dice addio all’esenzione doganale per gli acquisti low cost: da oggi si paga una tariffa fissa per ogni voce della dichiarazione. Dal 1° luglio, infatti, cambia il costo degli acquisti online di prodotti provenienti da Paesi extra Ue. L’Unione europea ha infatti abolito l’esenzione dai dazi doganali per le spedizioni di valore inferiore a 150 euro, introducendo una nuova tariffa fissa di 3 euro per ciascuna voce indicata nella dichiarazione doganale.

La misura riguarda milioni di consumatori che acquistano su piattaforme di e-commerce internazionali come Temu, Shein e altri marketplace con magazzini situati fuori dall’Unione europea. Per gli ordini di piccolo importo, il rincaro potrà risultare particolarmente evidente, soprattutto quando il pacco contiene articoli diversi.

Non si paga per il pacco, ma per ogni articolo dichiarato

L’aspetto più rilevante della nuova normativa riguarda il modo in cui viene calcolata la tariffa. L’Agenzia delle Dogane chiarisce infatti che il contributo di 3 euro non viene applicato al singolo pacco, bensì a ogni voce presente nella dichiarazione doganale.

In pratica, il costo finale dipenderà da come il venditore ha classificato la merce. Se una spedizione contiene cinque magliette identiche, queste possono essere considerate un’unica voce e la tariffa sarà pari a 3 euro. Se invece nello stesso ordine sono presenti una maglietta, una borsa e un paio di scarpe, le tre categorie potranno essere dichiarate separatamente e il costo salirà a 9 euro.

Cosa succede agli ordini effettuati prima del 1° luglio

La data dell’acquisto non è sufficiente per evitare la nuova tariffa. Se un ordine è stato effettuato prima del 1° luglio ma arriva nell’Unione europea dopo tale data ed è sdoganato con le nuove regole, il contributo sarà comunque dovuto.

La tariffa non si applica soltanto ai pacchi che sono stati già sottoposti alle procedure doganali prima dell’entrata in vigore della nuova normativa.

Diverso il caso dei prodotti spediti da magazzini situati all’interno dell’Unione europea. In questo caso non si tratta di un’importazione da un Paese terzo e la nuova tariffa non dovrebbe essere applicata. Per questo motivo, prima di completare un acquisto, è consigliabile verificare il luogo di spedizione e controllare se imposte e costi di importazione siano già inclusi nel prezzo.

L’Iva resta invariata

L’introduzione della nuova tariffa non modifica il regime dell’Iva, già cambiato nel 2021. L’imposta continua infatti a essere dovuta su tutte le spedizioni commerciali, indipendentemente dal loro valore.

Se il venditore aderisce al sistema IOSS, l’Iva viene riscossa direttamente al momento dell’acquisto online e non viene richiesta una seconda volta all’importazione. Se invece il venditore non utilizza questo sistema, l’Iva viene calcolata nella dichiarazione doganale e pagata dal cliente al momento della consegna, tramite il corriere o il servizio postale.

In ogni caso, la nuova tariffa fissa viene applicata indipendentemente dalle modalità di pagamento dell’Iva.

In arrivo anche una nuova commissione

Le novità potrebbero non fermarsi qui. Entro il 1° novembre 2026 è prevista infatti l’introduzione di una commissione di gestione, anch’essa calcolata per ogni voce presente nella dichiarazione doganale. L’importo non è stato ancora definito, ma si aggiungerà alla tariffa fissa e all’Iva, aumentando ulteriormente il costo finale degli acquisti provenienti da Paesi extra Ue.

Perché Bruxelles ha introdotto la nuova misura

La decisione arriva dopo il forte incremento delle importazioni di piccoli pacchi registrato negli ultimi anni. Secondo i dati della Commissione europea, nel 2024 sono entrate nell’Unione 5,9 miliardi di spedizioni di valore inferiore a 150 euro, pari a circa 16 milioni di pacchi al giorno.

Oltre il 90% di queste spedizioni proveniva dalla Cina. L’obiettivo dichiarato di Bruxelles è rendere più efficace il controllo delle importazioni e preparare il passaggio a una nuova piattaforma doganale digitale europea.

La tariffa forfettaria resterà in vigore fino al 1° luglio 2028 come misura transitoria. Una volta completato il nuovo sistema, torneranno ad applicarsi dazi calcolati secondo i criteri tradizionali, cioè in base al valore della merce, al Paese di origine e alla classificazione doganale dei prodotti.

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