La nuova Legge sul credito ai consumatori, approvata dal Sabor il 15 luglio, ha suscitato numerose interpretazioni contrastanti in ambito pubblico. Il Ministero delle Finanze è intervenuto per chiarire un punto che ha suscitato dubbi tra commercianti e consumatori: acquistare a rate con carta di credito o di debito continuerà a essere possibile anche dopo l’entrata in vigore della riforma.
La nuova legge, che recepisce la direttiva europea CCD2, entrerà in vigore il 20 novembre 2026, mentre alcune disposizioni saranno applicate solo in un secondo momento a specifiche categorie di operatori e prodotti finanziari.
Cosa cambia con la riforma
Secondo il Ministero, il nuovo quadro normativo amplia le regole sul credito al consumo includendo anche forme di finanziamento finora escluse o disciplinate solo parzialmente. Uno degli elementi centrali della riforma riguarda la verifica della capacità di rimborso del consumatore.
Prima della concessione di un credito, infatti, il finanziatore dovrà accertare, sulla base di dati pertinenti, che il cliente sia ragionevolmente in grado di sostenere il debito. I criteri e la metodologia della valutazione saranno definiti dalla Banca nazionale croata (HNB) attraverso un apposito regolamento, mentre i singoli istituti potranno disciplinare nel dettaglio le proprie procedure interne.
Due modalità distinte
Il Ministero sottolinea che è fondamentale distinguere tra due modalità di pagamento rateale. Nel caso degli acquisti effettuati con carta di credito o di debito, il rapporto di finanziamento nasce già nel momento in cui la banca o l’emittente della carta concede il plafond al cliente, dopo averne valutato la solvibilità. Di conseguenza, ogni singolo acquisto a rate non costituisce un nuovo contratto di credito, ma rappresenta semplicemente l’utilizzo di una linea di credito già approvata. Per questo motivo non sarà necessario effettuare una nuova verifica della capacità di rimborso a ogni operazione, né oggi né dopo l’entrata in vigore della legge.
In questo modello il commerciante non riveste il ruolo di finanziatore: non concede il credito, non stabilisce il limite di spesa e non si assume il rischio del mancato pagamento. Di conseguenza, le nuove disposizioni non modificano il funzionamento degli acquisti rateali effettuati tramite carte bancarie.
Quando il commerciante diventa finanziatore
Diverso è invece il caso in cui sia il venditore stesso a concedere il pagamento dilazionato senza l’intervento di una banca o dell’emittente della carta. Questa modalità è diffusa, ad esempio, nella vendita di telefoni cellulari, elettrodomestici, mobili, viaggi e altri beni o servizi finanziati direttamente dal commerciante. In tali situazioni sarà il venditore a essere considerato, a tutti gli effetti, il creditore ai sensi della nuova normativa. Di conseguenza, prima di concedere il pagamento rateale, dovrà verificare la situazione economica del cliente, valutandone reddito, impegni finanziari già esistenti e altri elementi utili per stabilire se sarà in grado di rispettare il piano di rimborso.
L’obbligo scatterà dal 2027
Il Ministero precisa che questa specifica disposizione non entrerà in vigore immediatamente. L’obbligo per i commercianti di effettuare la valutazione della capacità creditizia sarà infatti applicato dal 1° giugno 2027, lasciando agli operatori il tempo necessario per adeguarsi alle nuove regole.
L’obiettivo della riforma, conclude il Ministero delle Finanze, non è limitare le vendite a rate né complicare l’attività dei commercianti, ma promuovere un credito più responsabile ed evitare che i consumatori assumano obblighi finanziari superiori alle proprie possibilità economiche. Le diverse forme di pagamento rateale resteranno dunque disponibili, ma con responsabilità e obblighi più chiaramente definiti per chi concede effettivamente il credito.
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