Accordo per puntellare le istituzioni della CNI

Il deputato al Parlamento sloveno, Felice Žiža e il presidente della CAN costiera, Alberto Scheriani sull’intesa con il governo

Felice Žiža e Alberto Scheriani

Si è tenuta ieri, giovedì, a Capodistria la conferenza stampa indetta dal deputato al seggio specifico al Parlamento sloveno Felice Žiža e dal presidente della CAN costiera Alberto Scheriani per illustrare i contenuti dell’accordo di collaborazione con l’attuale governo, firmato il 4 luglio scorso a Lubiana.
L’incontro è stato aperto da Scheriani, spiegando che il documento è nato dopo una lunga trattativa con lo scopo di focalizzare gli interessi della Comunità Nazionale Italiana per i prossimi due anni. La CAN costiera ha riunito anche la presidenza per esaminare il documento e dare il nullaosta al deputato Žiža per sottoscriverlo. Il presidente ha continuato ribadendo, che il lavoro e i rapporti con il governo precedente come pure quello attuale, erano e sono a un livello molto alto e il dialogo tra le parti intercorre giornalmente, per cui confida che i contenuti dell’accordo saranno rispettati e mantenuti. Indipendentemente dai colori politici, la CAN si impegna nella tutela degli interessi specifici della CNI, che spaziano in settori come il bilinguismo, scuole, cultura, informazione, economia, edilizia, ecc.
Il deputato Žiža ha confermato gli ottimi livelli di collaborazione specificando che i rappresentanti politici della CNI agiscono mantenendosi politicamente neutri e sempre nel rispetto delle leggi che regolano la Repubblica di Slovenia. Il documento, come spiegato dal deputato, si sviluppa in due parti fondamentali, la prima delle quali comprende una serie di obiettivi concreti a breve termine da realizzare entro la fine del mandato, mentre la seconda parla in modo più descrittivo dei grandi temi che riguardano entrambe le comunità autoctone, italiana e ungherese, sui quali si inizierà a lavorare dal prossimo anno per un lasso di tempo più lungo.
Tra i punti a breve termine è incluso il settore delle risorse umane con il rinnovo quadri e ad esempio l’impiego di tre giornalisti nel programma italiano della Radiotelevisione e uno nella redazione capodistriana del quotidiano la “Voce del popolo”. Sono inoltre previsti due nuovi posti di lavoro per consulenti pedagogici all’Istituto scolastico per l’educazione e l’istruzione di Capodistria e uno per un collaboratore professionale presso la CAN costiera. Žiža ha sottolineato che nell’intesa sono stati inseriti argomenti e richieste a tutela dei diritti degli appartenenti alla CNI basati sui diritti specifici garantiti dalla Costituzione e da altri atti internazionali.
Con la modifica della legge sul sistema scolastico del 2018 saranno finanziati due programmi universitari per educatori e insegnanti delle prime classi la cui formazione avverrà esclusivamente in lingua italiana. È stata assicurata l’aggiunta sul bilinguismo per il personale tecnico e amministrativo, per i presidi e per gli impiegati all’Istituto per l’istruzione. L’ultimo punto, non meno importante, riguarda l’impegno del governo nella diffusione della lingua italiana come lingua ufficiale e paritetica e lingua d’ambiente sul territorio nazionalmente misto. L’insegnamento della lingua italiana nelle scuole slovene, elementari e medie superiori, sarà parificato alle ore di lingua slovena negli istituti scolastici in lingua italiana. Richiesti pure aggiornamenti sulle qualità e modalità d’insegnamento, sul contenuto dei testi e di migliorare le competenze del personale docente nelle scuole slovene.
Scheriani ha speso due parole sui progetti a lungo termine menzionando quello sul fondo sociale per le scuole per l’innalzamento delle competenze, i progetti che riguardano la base economica della Comunità italiana e il rinnovo del Collegio dei Nobili da portare a termine entro il 2023, investimento importante entrato nell’elenco dei progetti strategici nazionali. Rassicura inoltre la volontà del governo di monitorare costantemente l’attuazione dei diritti acquisiti dalla CNI e i finanziamenti di progetti europei specifici, nonché lo sviluppo e il sostegno anche finanziario del Centro “Carlo Combi”.

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