A Spalato caccia all’uomo. L’omicida Branimir Čaleta catturato

La polizia a Spalato. Foto: Milan Sabic/PIXSELL

Non capita spesso che un detenuto riesca a sfuggire agli agenti di custodia che lo stanno scortando verso il cellulare. Ma a volte succede, come oggi a Spalato. Quando il latitante è un presunto omicida – e questo è il caso di Branimir Čaleta – è inevitabile che la Polizia mobiliti tutte le forze disponibili sul territorio senza perdere un attimo di tempo. Spalato questo pomeriggio si è ritrovata ad essere una città blindata, con oltre cento poliziotti a caccia del fuggitivo, peraltro riuscito a scappare in manette.
L’uomo è stato arrestato in serata dopo che era stato in fuga per 8 ore e mezza.
Branimir Čaleta è riuscito a evadere ancor prima di venire condannato, ossia già al primo giorno di processo. L’uomo è sfuggito agli agenti della Polizia penitenziaria di Spalato in occasione dell’avvio del dibattimento per l’omicidio di una donna ucraina all’ottavo mese di gravidanza. Čaleta era presente in aula e al termine della seduta, come da protocollo, è stato scortato verso il cellulare che avrebbe dovuto riportarlo nella struttura carceraria di Bilice. Ad un certo punto Čaleta è riuscito a scappare pur avendo le manette ai polsi, ignorando persino uno sparo in aria degli agenti. La caccia all’uomo è partita immediatamente, con l’uso massiccio delle unità cinofile della Polizia. Trattandosi di un presunto omicida è ovvio che la preoccupazione delle forze dell’ordine sia stata ancora maggiore, per cui nulla è stato lasciato al caso pur di acciuffare il fuggitivo e farlo rientrare in carcere. E così è stato.

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