I fiorai accolgono con favore la decisione del Governo che anche quest’anno, in occasione della festività di Ognissanti, consente l’apertura dei negozi legati alla vendita di fiori, corone, candele e lumini. Una misura che, secondo la categoria, tutela un settore che vive di quella ricorrenza.
“Salutiamo con soddisfazione la decisione dell’Esecutivo – afferma Dalibor Kratohvil, presidente della Camera artigiana croata (HOK) alla’genzia Hina – che permette alle attività florovivaistiche di lavorare il giorno di Ognissanti, fondamentale per il loro fatturato annuale”.
Kratohvil aggiunge che la Camera sta lavorando affinché la legge che limita il lavoro domenicale possa essere modificata, introducendo eccezioni per le piccole imprese familiari. “C’è comprensione per questa iniziativa – spiega – e sono fiducioso che si arriverà a una soluzione in grado di proteggere i più piccoli e vulnerabili, come i fiorai o chi produce e vende candele e lampade votive”.
Da qui anche l’appello ai cittadini: “Per Ognissanti scegliete l’artigianato locale e sostenete l’economia nazionale”.
I nodi del settore
Ma non mancano i problemi. Secondo la HOK, l’aumento dei costi di approvvigionamento, la concorrenza sleale di chi vende senza registrazione e il commercio abusivo sui social network mettono a rischio la sopravvivenza del comparto.
“La tolleranza verso chi vende fiori o materiali florovivaistici senza regolare licenza, come alcuni privati o aziende agricole, crea distorsioni di mercato – denuncia la Camera –. A ciò si aggiungono i casi di lavoro nero e la vendita illegale online, difficili da controllare”.
Anche le modifiche alla legge sul commercio hanno un impatto diretto: colpiscono infatti gli artigiani che operano vicino ai cimiteri, ai luoghi di culto o nei negozi di souvenir, la cui clientela è concentrata proprio nei fine settimana e nei giorni festivi.
Per questo, la HOK chiede un rafforzamento dei controlli e un’azione più incisiva contro le attività non registrate, in particolare sui social network. È necessario – sottolineano – anche informare i consumatori sull’importanza di acquistare da rivenditori autorizzati e regolari.
Un altro punto critico riguarda l’accesso ai mercati all’ingrosso. I fiorai chiedono che solo chi possiede una licenza possa acquistare grandi quantità di fiori o materiali decorativi. “Non è equo – osserva la HOK – che le persone fisiche possano comprare con gli stessi prezzi e sconti riservati ai professionisti. Una simile pratica scoraggia il lavoro legale e mette in difficoltà chi paga tasse e contributi”.
La Camera propone inoltre di chiarire meglio, nella legge sul commercio, le condizioni per l’acquisto e la rivendita all’ingrosso, separando nettamente le due attività per evitare abusi.
Sul fronte dei prezzi, la HOK spiega che gli artigiani, come ogni imprenditore, decidono autonomamente eventuali ritocchi in base ai costi e alle dinamiche del mercato. “L’importazione dei fiori, il rincaro del materiale, il trasporto e persino il clima incidono sul prezzo finale”, ricordano.
“I nostri artigiani non fanno profitti straordinari – sottolineano –. Cercano di mantenere un equilibrio tra la sostenibilità economica e la fidelizzazione dei clienti”.
Secondo i dati del Registro delle Attività Artigiane del Ministero dell’Economia, a settembre in Croazia risultavano 793 botteghe registrate con attività principale nel settore florovivaistico. A queste si aggiungono 182 imprese che producono o vendono candele e lumini.
La Camera precisa che molti artigiani operano in più comparti contemporaneamente, segno di una rete diffusa ma fragile, che vive soprattutto nei momenti di maggiore domanda – come Ognissanti – e che oggi chiede soprattutto una cosa: poter lavorare legalmente, ma ad armi pari.
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