Con una cerimonia solenne a Knin, la Croazia celebra oggi la Giornata della Vittoria e del Ringraziamento, la Giornata dei Difensori croati e il 31° anniversario dell’operazione militare-poliziesca “Tempesta” (“Oluja”), considerata uno degli eventi decisivi della Guerra patriottica del Paese. Le commemorazioni riuniscono le massime autorità dello Stato, rappresentanti delle forze armate, difensori e cittadini, nel ricordo dei caduti e della riconquista nel 1995 dei territori occupati.
La bandiera sulla fortezza
Il momento simbolicamente più significativo della giornata è l’innalzamento della bandiera croata sulla storica fortezza di Knin, luogo divenuto emblema della vittoria. Alla cerimonia partecipano anche 245 cadetti dell’Esercito croato e allievi dell’Accademia di Polizia, schierati in onore dei soldati caduti, dei dispersi e di tutti i veterani del conflitto.
La mattinata si è aperta con la deposizione di corone di fiori davanti al Monumento della Vittoria, in piazza Ante Starčević, dove le autorità hanno reso omaggio ai militari che persero la vita durante la guerra.
Nel corso della giornata sono inoltre previsti dimostrazioni operative delle Forze armate e della Polizia, oltre a un programma aereo dell’Aeronautica militare. Durante il minuto di silenzio tre caccia Rafale sorvoleranno Knin, mentre uno degli aerei effettuerà una dimostrazione delle proprie capacità operative.
L’azione che cambiò il corso della guerra
L’operazione “Tempesta” ebbe inizio il 4 agosto 1995 e si concluse tre giorni dopo. In appena 85 ore quasi 200 mila appartenenti all’Esercito e alla Polizia croata riconquistarono oltre 10.000 chilometri quadrati di territorio, pari a circa il 18% della superficie nazionale, allora controllati dalle forze separatiste serbe della cosiddetta Repubblica Serba di Krajina. L’offensiva segnò una svolta decisiva nella guerra d’indipendenza croata e aprì la strada alla conclusione del conflitto. Il bilancio dell’operazione resta però segnato dal sacrificio umano: morirono 243 difensori croati, 1.430 rimasero feriti e due risultano ancora oggi dispersi.
Le parole delle autorità
Alla vigilia delle celebrazioni, il ministro della Difesa Ivan Anušić ha sottolineato come la Croazia sia oggi uno Stato libero, indipendente e pienamente integrato nelle principali organizzazioni euro-atlantiche, traguardo che, ha ricordato, rappresentava uno degli obiettivi strategici perseguiti dopo la guerra.
Anche il ministro degli Esteri Gordan Grlić Radman ha evidenziato il percorso internazionale compiuto dal Paese, osservando che l’unico grande obiettivo ancora da raggiungere è l’ingresso nell’Ocse, per il quale Zagabria sostiene di aver già soddisfatto tutti i criteri richiesti.
Una ricorrenza all’insegna dell’unità
Alla vigilia della ricorrenza, sindaci, parlamentari e rappresentanti delle associazioni dei veterani hanno ribadito l’importanza di celebrare la giornata con dignità e spirito di unità nazionale. Il sindaco di Knin, Marijo Ćaćić, ha sottolineato che il valore della commemorazione non si misura dal numero dei partecipanti, ma dal rispetto per la memoria dei caduti.
Anche i rappresentanti dei difensori hanno invitato a preservare il ricordo del sacrificio compiuto durante la guerra e a trasmetterne il significato alle nuove generazioni, ricordando come la Croazia abbia compiuto, dalla fine del conflitto, un lungo percorso di sviluppo e consolidamento istituzionale.
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