«A Fiume numeri inquietanti. Forse abbiamo ritardato con il lockdown»

Vladimir Mićović, direttore dell'Istituto per la salute pubblica della Regione litoraneo-montana. Foto Roni Brmalj

“I numeri sono allarmanti e inquietanti. Forse il lockdown doveva essere applicato prima”. Lo ha detto Vladimir Mićović, direttore dell’Istituto per la salute pubblica della Regione litoraneo-montana. Parlando ai microfoni dell’emittente all news N1, Mićović ha ribadito che nei reparti Covid del Centro clinico ospedaliero di Fiume “non avevamo mai tanti ricoverati, mentre il tasso di positività già da giorni supera il 30%”. Perciò, è stato deciso di procedere con il lockdown duro. “Abbiamo dovuto chiudere i contenuti che consideriamo pericolosi per la propagazione del Covid, che attirano la gente, soprattutto in posti chiusi”. Poi un attacco ai giovani, che “non rispettano alcuna regola”. A detta di Mićović, la task force regionale ha notato che “soprattutto nelle ore pomeridiane e serali, i giovani si ritrovano per poi comportarsi in modo assolutamente sfrenato”.
Ricorderemo che da lunedì 12 aprile, nella Regione litoraneo-montana scatta il confinamento che durerà per due settimane con numerose chiusure (qui l’articolo).

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