62° raduno degli esuli a Fiume tra tradizione e memoria

Il fitto programma avrà inizio giovedì 30 ottobre e si concluderà il 4 novembre. Tra i momenti clou il convegno «Fiume città nuvola, polvere dei nostri pensieri»

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62° raduno degli esuli a Fiume tra tradizione e memoria
Foto Željko Jerneić

Fitto il programma del 62° raduno degli esuli a Fiume, che si svolgerà da giovedì 30 ottobre a martedì 4 novembre. Il primo dei numerosi appuntamenti è la gita a Pola, che avrà luogo giovedì 30 ottobre. In quell’ambito i fiumani verranno accolti presso la Comunità degli Italiani di Pola alla presenza del vicesindaco Vito Paoletić, dopodiché, alle ore 12.30 è prevista la deposizione di una corona di fiori sul monumento ai caduti di Vergarolla.

Venerdì 31 ottobre, nell’Aula consiliare della Città di Fiume è in programma, con inizio alle ore 9.30, il convegno “Fiume città nuvola, polvere dei nostri pensieri”, che nel pomeriggio, alle 16, continuerà a Palazzo Modello.

La lista si va ingrossando: dopo Osvaldo Ramous nel 2024 (che a sua volta era stato preceduto da Enrico Morovich, Franco Vegliani, Paolo Santarcangeli) ancora una cometa si aggiunge all’universo della letteratura fiumana “in cofanetto”, autori fiumani italiani da riscoprire, tradotti anche in croato. L’impegno internazionale (Italia, Croazia, Ungheria e Canada) nella divulgazione della letteratura fiumana è a cura dell’Associazione Fiumani Italiani nel Mondo, della Comunità degli Italiani di Fiume e del Dipartimento di Italianistica della Facoltà di Lettere e Filosofia di Fiume.

Presentazione del quinto volume

Al convegno verrà presentato il quinto volume, intitolato appunto “Fiume città nuvola, polvere dei nostri pensieri”. Si tratta di un inedito, ovvero il carteggio tra Gino Brazzoduro e Paolo Santarcangeli dal 1981 al 1984. Un arco temporale che permette di conoscere il pensiero di questi due grandi scrittori che dialogano tra di loro coinvolgendo “amici” come Biagio Marin, Leo Valiani, Enrico Morovich, citando Claudio Magris, Fulvio Tomizza e tanti tanti altri.

Tutto nasce un anno fa, dalla ristrutturazione della sede dell’AFIM a Padova. Dagli scaffali impolverati fecero capolino libri e documenti, ritratti e materiale d’archivio di varia provenienza, tra questi alcuni fascicolatori lasciati in custodia da tempo.

All’interno le lettere che Paolo Santarcangeli (Torino) e Gino Brazzoduro (Genova/Pisa) si scrissero in una fitta corrispondenza iniziata nel 1981 su suggerimento di padre Sergio Katunarich (Milano) che li conosceva entrambi e aveva intuito che tra i due potesse nascere un’empatia esclusiva e proficua. Così è stato, hanno continuato a corrispondere regolarmente ogni due settimane fino al 1989, anno della scomparsa di Gino Brazzoduro per malattia.

Impegno a completare l’opera

Il libro si ferma al 1984 per scelta del curatore Rosanna Turcinovich Giuricin (la traduzione in lingua croata è del docente Damir Grubiša, già ambasciatore di Croazia a Roma) evitando così di pubblicare un volume di mille pagine, rimane l’impegno a continuare nei prossimi anni per completare l’opera e il loro messaggio. Perché?

Il dibattito che cresce nelle lettere dei due autori riguarda l’identità, le radici, l’appartenenza espresse in prosa e poesia. Ad un certo punto Gino ha un’illuminazione, stringe un brandello di verità: Fiume ormai per noi – scrive – è una città nuvola, dove si posa la polvere dei nostri pensieri…

È una rivelazione che emoziona e stordisce e che si declina in mille modi nelle sue poesie che fanno parte del libro stesso alla ricerca del chi siamo: “lo stesso esilio – scrive Gino – per chi parte e per chi resta”.

Si restituisce dignità a un popolo che l’esodo ha costretto a costruirsi nuove identità dentro le nuvole, sopra la città “inesistente”, complici, spesso irritati dalle loro stesse scoperte, perché la chiarezza, la lucidità, la limpidezza possono fare male ma sono necessarie per superare la solitudine e sapere che nella parola ci si riconosce in tanti “veterani di fughe mancate” come in un verso di Ramous.

Al convegno, dopo i saluti di Franco Papetti (AFIM), Enea Dessardo (CI) e Corinna Gerbaz Giuliano (Dipartimento di Italianistica) ne parleranno: il curatore e il traduttore, Turcinovich e Grubiša; Gianna Mazzieri-Sanković, Cristina Benussi, Elvio Guagnini, Francesco De Nicola, Pericle Camuffo, Johnny Bertolio, Corinna Gerbaz Giuliano e, da remoto Giovanni Stelli, Simona Nicolosi e Konrad Eisenbichler che chiuderanno nel pomeriggio il convegno. Moderatori Diego Zandel e Florinda Klevisser. La giornata di studio terminerà con la lettura delle poesie di Gino Brazzoduro ad opera dei ragazzi della Scuola Media Superiore Italiana di Fiume diretti da Rina Brumini.

Messe in italiano

Come da tradizione, il 1º novembre alle ore 9.30 si svolgerà la messa in italiano nella cattedrale di San Vito, seguita (ore 11) dall’Assemblea e Consiglio Direttivo in CI. Alle ore 16, sempre a Palazzo Modello, ci sarà una degustazione dolci tipici fiumani, mentre alle 18 è previsto il concerto del violista Francesco Squarcia. Alle ore 19 sono in programma le “ciacole”.

Il 2 novembre alle ore 15.30 gli esuli si riuniranno nella cripta di Cosala per assistere alla consueta messa, dopodiché alle 16.30 verrà deposta una corona di fiori sul cippo in memoria dei fiumani nel mondo. Farà seguito una visita al cimitero.

Lunedì 3 novembre, alle ore 12, all’Università di Fiume verranno conferiti i premi del concorso di tesi sulla fiumanità, mentre martedì 4 novembre, alle ore 10, presso la SMSI si svolgerà la cerimonia di premiazione del concorso “Liberiamo la fantasia”.

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