5 agosto. Plenković: «Dolore per le vittime serbe dei crimini croati»

Giornata della Vittoria e del Ringraziamento. A Knin il discorso del premier incentrato sul perdono

L'intervento di Plenković alle celebrazioni di Knin

“La Croazia è uscita vincente da una guerra che le è stata imposta e che ha visto morire migliaia di civili innocenti. Dall’alto di questo successo, il nostro Paese esprime dolore per tutte le vittime, non solo di nazionalità croata, ma anche serba”. Lo ha detto il premier Andrej Plenković durante l’intervento alla cerimonia della Giornata della Vittoria e del ringraziamento, che si celebra oggi 5 agosto, data che 25 anni fa pose fine all’occupazione di una vasta area del territorio croato da parte dei ribelli serbi al termine dell’operazione militare Tempesta (Oluja). Un discorso incentrato sul perdono quello del primo ministro: “Sono dispiaciuto anche per le vittime dei crimini commessi da parte croata che, sfortunatamente, ci sono stati. Il legittimo diritto alla difesa non è e non può essere una scusante per un crimine, perché ogni violenza di questo genere ha causato un grande dolore ai familiari delle vittime ed ha lasciato pure una brutta cicatrice sulla faccia pulita della Guerra patriottica”. “E’ importante – ha concluso Plenković – che i serbi di Croazia non vedano nell’operazione Tempesta soltanto l’esodo del proprio popolo, bensì anche la fine della guerra che ha posto le condizioni per il loro ritorno in Croazia. Naturalmente ci aspettiamo che anche loro condannino l’aggressione alla Croazia e le migliaia di vittime innocenti causate dall’aggressione serba”.

Il presidente del Sabor, Gordan Jandroković, il generale in congedo Ante Gotovina, il Capo dello Stato, Zoran Milanović e il premier Andrej Plenković

Il presidente della Repubblica: «Commessi errori, ma poi abbiamo rimediato»
“Sono stati commessi errori e crimini, che poi ci sono costati caro. Però, tutti questi discorsi  su un’impresa criminale congiunta sono irrazionali”. Lo ha detto il Presidente della Repubblica, Zoran Milanović, alle celebrazioni di Knin. “Lo Stato croato ha rimediato negli anni a questi errori e proprio in questo senso sono moto felice che qui tra di noi ci sia il vicepremier Boris Milošević, un serbo di Croazia che dimostra come i due popoli possono vivere in pace e serenità”.

L’alzabandiera sulla Fortezza di Knin

Gotovina: «Oggi siamo più forti e migliori»
Uno dei discorsi più attesi a Knin era quello del generale in congedo ed ex detenuto del Tribunale dell’Aja (poi assolto) Ante Gotovina. Dopo una prima parte, a un quarto di secolo dall’operazione militare in cui ha dedicato parole sentite ai suoi amici, veterani di guerra, a chi è rimasto ferito e chi ha perso la vita, e alle loro famiglie, particolarmente pregno e significativo è stato l’ultimo passo in cui ha detto: “Attraverso le lezioni di un passato turbolento, oggi siamo persone più forti e migliori. Pronte a lavorare con ottimismo oggi per un domani migliore. La Croazia si sta sviluppando e trasformando in una moderna democrazia europea, uno Stato socialmente giusto che si prende cura dei più piccoli e dei più bisognosi, perché sono uno specchio delle condizioni della nostra società. Uno Stato in cui tutta la sua gente, indipendentemente dalle differenze, gode di sicurezza e libertà, pari diritti e pari obblighi. Insieme a tutti noi, raggiungeremo gli obiettivi prefissi e sapremo come rispondere a tutte le sfide del tempo in cui viviamo.  Mi auguro che questa strada sia lastricata da successi. Con l’aiuto di Dio ce la faremo”, così Gotovina ha concluso il suo discorso.

Un veterano di guerra sulla sua moto per le vie di Knin

Il vicepremier Milošević: «La mia presenza qui un impegno per il futuro»
“E’ giunto il momento di interrompere la spirale d’odio, affinché una guerra simile non abbia più a ripetersi”. Questo il commento di Boris Milošević, vicepremier di nazionalità serba presenta alla cerimonia. “Dobbiamo rispettare tutte le vittime, indipendentemente dalla loro nazionalità. La mia presenza qui a Knin può essere vista come un impegno per il futuro”.

Il vicepremier Boris Milošević

Bloccati i membri dell’HOS
Marko Skejo, ex comandante di guerra del battaglione HOS (Forze armate croate) “Rafael Vitez Boban” a cui viene attribuito un atteggiamento filoustascia, è giunto a Knin con i suoi commilitoni. Skejo si è rifiutato di rilasciare  dichiarazioni ai media, mentre i suoi sostenitori hanno confermato di non essere venuti a Knin per provocare incidenti. Hanno tentato di  raggiungere la piazza principale dove era in programma la cerimonia, ma sono stati fermati dalla polizia militare con la motivazione che in piazza “non ci fosse più posto”.

Il sorvolo dei caccia dell’Aeronautica militare croata

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