3. maj e Scoglio Olivi: «Evitare passi falsi»

Il ministro Darko Horvat sottolinea che i cantieri non devono più commettere errori

Il cantiere polese Scoglio Olivi

Il ministro della Pianificazione territoriale, dell’Edilizia e del Patrimonio nazionale, Darko Horvat, ha dichiarato che l’Uljanik e il 3. maj non hanno più alibi per gli errori commessi e che il prossimo eventuale passo falso li porterà direttamente alla liquidazione.

 

Rispondendo alle domande della stampa, Horvat ha aggiunto anche che il governo si sarebbe dimostrato incompetente e irresponsabile nei confronti dell’opinione pubblica se “dopo i controlli finanziari del 2017 non avesse bloccato il pessimo sistema di gestione dei cantieri navali di Fiume e Pola”.

In questo modo è stato arrestato il flusso di denaro pubblico dal Bilancio nazionale che serviva a finanziare “la costruzione di navi fittizie che non venivano mai consegnate ai committenti”. Il ministro ha puntualizzato anche che in questo momento la situazione nel cantiere fiumano è molto diversa. “Oggi il 3. maj viene monitorato in maniera severa per il tramite di diversi meccanismi di controllo, compreso quello del Consiglio di sorveglianza che ogni mese esamina accuratamente tutti i resoconti pervenuti”, ha rilevato Horvat. Il ritorno alla normalità per il cantiere polese dovrebbe essere pure prossimo.
“Questi due soggetti economici non hanno più nessun alibi per gli errori commessi in passato e il prossimo errore se dovesse succedere li porterebbe dritti alla liquidazione”, ha concluso il ministro, spiegando pure che in passato il governo ha “saldato i debiti”, ma senza sostenere la rinascita dei cantieri per il tramite di finanziamenti a fondo perduto. I soldi necessari a riavviare la produzione sono arrivati da mutui bancari che i cantieri stessi dovranno estinguere.

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