2022. La Croazia vola verso l’euro e lo Spazio Schengen

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Foto Tomislav Miletic/Pixsell

Nel 2022 la Croazia dovrebbe ottenere luce verde sia per l’entrata nell’area Schengen che nell’eurozona (prevista il primo gennaio 2023). Nel giugno prossimo la commissione dovrebbe pubblicare il resoconto sulla convergenza contenente le valutazioni relative ai passi compiuti dal Paese per l’introduzione dell’euro.

La relazione sulla convergenza viene pubblicata ogni due anni. Nell’ultimo documento del 2020 era stato rilevato come la Croazia abbia soddisfatto tutti i criteri per entrare nell’eurozona ma non quelli per essere accolta nell’Accordo europeo di cambio (ERM II), una sorta di anticamera per l’entrata nell’insieme degli Stati membri dell’UE che, con il Trattato di Maastricht, hanno fatto dell’euro la valuta ufficiale. Nel frattempo Zagabria si è data da fare soddisfando pure quest’ultimo criterio e accedendo al Meccanismo di cambio europeo nel luglio 2020. In quell’occasione il rapporto di cambio era stato fissato a 7,53450 kune per un euro con il margine di fluttuazione del 15 p.c.

Ma vediamo alcuni dettagli che sicuramente saranno utili ai cittadini. Nelle prime due settimane di transizione all’euro (ossia i primi 15 giorni del 2023) si procederà con una doppia circolazione monetaria, ovvero i cittadini potranno acquistare beni e servizi sia in kune sia in euro mentre dall’altro lato verrà dato il reso in euro, il che faciliterà in parte il cambio della moneta.

Inoltre nei primi sei mesi dal passaggio all’euro, il denaro potrà essere cambiato senza commissioni presso gli istituti di credito, le poste e la FINA. Nei successivi sei mesi sarà possibile farlo solamente presso le banche, pagando una commissione. Dopo un anno dalla sostituzione della kuna con l’euro e successivamente, tali operazioni saranno di competenza esclusiva della Banca nazionale croata (HNB). Ci sarà un’eccezione per le monete che potranno essere cambiate presso l’HNB entro tre anni dall’introduzione dell’euro.

Quattro mesi prima dell’arrivo della valuta europea, gli istituti bancari, la Fina e le poste dovranno attrezzarsi di banconote e monete in euro. A fare altrettanto dovranno essere pure i negozi e altre imprese per poter effettuare le transazioni in contanti della nuova valuta sin dal primo gennaio 2023. La Croazia dovrà prendere in prestito dalla Banca centrale europea le banconote in euro mentre le monete verranno coniate in Croazia visto che a differenza delle banconote che sono uguali in tutti i Paesi. Infatti sulle monete ci saranno i simboli nazionali del Paese, in questo caso della Croazia. Nel Paese, intanto, stanno per essere ultimati i preparativi per la coniazione sperimentale delle monete in euro. Lo stemma croato sarà presente su tutti i tagli. La moneta da due euro riporterà la sagoma della Croazia, mentre su quella da un euro comparirà la martora (kuna). Sulle monetine da 50, 20 e 10 centesimi saranno raffigurati il ritratto di Nikola Tesla e su quelle da cinque, due e un centesimo ci saranno i caratteri glagolitici.

Passiamo ora all’argomento Schengen. La Croazia potrebbe ottenere luce verde per l’entrata nello spazio Schengen (permette di viaggiare senza restrizioni all’interno di un territorio costituito da 26 Paesi) nel corso del primo semestre del 2022 ossia quando la presidenza del Consiglio dell’Unione europea sarà in mano alla Francia. Ricorderemo che il 9 dicembre scorso il Consiglio dell’UE ha concluso che la Croazia soddisfa le condizioni necessarie per l’applicazione di tutte le parti dell’acquis di Schengen. Il che non significa che l’ingresso nella zona Schengen da parte della Croazia sia ormai cosa fatta. Affinché ciò avvenga ci vorrà un voto unanime di 22 Paesi Ue. Non si esclude però la possibilità che qualche Stato membro ponga il veto.

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