Milanović: «Troppi lavoratori stranieri, il problema è il salario dei croati»

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Milanović: «Troppi lavoratori stranieri, il problema è il salario dei croati»
Foto: Goran Stanzl/PIXSELL

Oggi si celebra la Festa Internazionale dei Lavoratori, una ricorrenza osservata in tutta la Croazia e nel mondo come promemoria della lotta per il riconoscimento dei diritti fondamentali dei lavoratori e per una vita più dignitosa. In questa occasione, il presidente della Repubblica di Croazia, Zoran Milanović, ha condiviso un messaggio sui social.

“Negli ultimi anni in Croazia celebriamo sempre più spesso il Primo Maggio ponendoci una domanda giustificata: dove abbiamo, come Stato e come società, sbagliato?”, scrive Milanović. “Per decenni, il lavoratore croato è stato simbolo di dedizione, competenza e professionalità, capace di trovare spazio anche nei settori produttivi e di servizio più complessi, sia in patria che all’estero”.

Oggi, secondo il presidente, sembra che quei lavoratori siano scomparsi. Il Paese fa fronte a una crescente carenza di manodopera, con un ricorso sempre più marcato a lavoratori stranieri. Una situazione che, in parte, è conseguenza naturale dell’ingresso della Croazia nell’Unione europea e della libera circolazione sul mercato del lavoro.

Secondo Milanović, il problema non è la presenza di lavoratori stranieri, ma la scarsa valorizzazione del lavoro in Croazia. “Sono certo che la necessità di manodopera straniera sarebbe minore se il lavoratore croato fosse meglio retribuito. Ogni lavoro ha un valore sociale e contribuisce allo sviluppo, indipendentemente dalla nazionalità di chi lo svolge, ma deve essere adeguatamente compensato”.

Il presidente ha criticato un modello basato sul sistematico ingresso di lavoratori disposti a lavorare per il salario minimo. “È un approccio dannoso per i lavoratori stranieri, che spesso non hanno modo di difendere i propri diritti, ma anche per i croati, perché svaluta il lavoro nel suo complesso”.

Milanović ha concluso con un appello alla politica e alle istituzioni: “È tempo che lo Stato croato inizi a pianificare con serietà e lungimiranza le esigenze del mercato del lavoro e a regolare in modo chiaro i rapporti di lavoro, affinché ogni attività sia riconosciuta e giustamente retribuita. Possiamo ancora imparare dagli errori degli altri e costruire un sistema più equo”.

Infine, ha rivolto un augurio a tutti i cittadini: “Con la speranza che lo Stato e la società rispondano prontamente a queste sfide, auguro a tutti una buona Festa del Lavoro”.

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