(Adnkronos) – Questa notte un ordigno è stato piazzato sotto l’auto del giornalista e conduttore di Report, Sigfrido Ranucci. Il veicolo era parcheggiato davanti alla casa di Campo Ascolano, nel comune di Pomezia, alle porte di Roma. L’auto è esplosa danneggiando anche quella della figlia di Ranucci. Sul posto carabinieri, Digos, vigili del fuoco e scientifica.
“La Procura di competenza si è attivata per le verifiche necessarie ed è stato avvisato il Prefetto. La potenza dell’esplosione è stata tale per cui avrebbe potuto uccidere chi fosse passato in quel momento”, si legge sul profilo X di ‘Report’
Sull’esplosione indagano i pm della Dda di Roma. Al momento i magistrati della Direzione distrettuale antimafia, con il procuratore aggiunto Ilaria Calò e il pm Carlo Villani, ipotizzano il danneggiamento con l’aggravante del metodo mafioso. Nelle prossime ore sono attese le informative delle forze dell’ordine intervenute sul posto.
La solidarietà di Meloni
La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha espresso piena solidarietà al giornalista “e la più ferma condanna per il grave atto intimidatorio da lui subito. La libertà e l’indipendenza dell’informazione sono valori irrinunciabili delle nostre democrazie, che continueremo a difendere”, sottolinea una nota di Palazzo Chigi.
“Esprimo ferma condanna per il grave atto intimidatorio subito dal giornalista Sigfrido Ranucci e dalla sua famiglia, ai quali rivolgo la mia piena solidarietà. Non esiste motivazione che possa giustificare questa violenza”, quanto si legge in un post su X del vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani.
“Un gesto gravissimo, vile, inaccettabile. Un ordigno ha fatto esplodere l’auto di Sigfrido Ranucci, davanti alla sua abitazione. Per fortuna nessuno è rimasto ferito, ma resta la gravità estrema di un atto che colpisce non solo un giornalista, ma la libertà stessa di informare e di esprimersi. A lui e alla sua famiglia la mia piena solidarietà e vicinanza”, le parole de l ministro della Difesa Guido Crosetto.
“Quanto successo a Pomezia è di una gravità inaudita e inaccettabile. Totale solidarietà a Sigfrido Ranucci e alla sua famiglia”, scrive quindi sui social il vicepremier Matteo Salvini.
I messaggi dell’opposizione
“L’attentato a Sigfrido Ranucci è un attentato alla democrazia e alla libertà di informazione. Un attacco vile e pericoloso a una persona già sotto scorta per aver svolto il suo lavoro di giornalista d’inchiesta, un attacco che richiede la reazione e la presenza delle Istituzioni. Non possiamo accettare alcuna intimidazione al giornalismo d’inchiesta. Sia fatta piena luce sui responsabili e la matrice di questo gravissimo attentato. A Sigfrido Ranucci e sua figlia voglio esprimere la massima solidarietà e vicinanza mia e di tutto il Partito democratico”, scrive la segretaria del Pd Elly Schlein.
“Quanto accaduto stanotte a Sigfrido Ranucci è un atto gravissimo e vile che non colpisce solo un giornalista, ma la libertà di stampa e il diritto di tutti i cittadini a essere informati”, afferma Sergio Costa, deputato M5S e vicepresidente della Camera.
Anche Matteo Renzi esprime “piena solidarietà a nome mio e di Italia viva a Sigfrido Ranucci, a sua figlia e a tutta la redazione di Report. Auspico che le indagini facciano rapidamente chiarezza e consentano di punire velocemente i responsabili di questo inaccettabile atto di violenza”.
“A nome di tutte le deputate e di tutti i deputati del Partito democratico, esprimo la mia più profonda solidarietà e vicinanza a Sigfrido Ranucci, alla sua famiglia e alla redazione di Report. Si tratta di un atto vile e inaccettabile, una forma di intimidazione e di violenza intollerabile contro chi esercita con coraggio e libertà la professione giornalistica. La libertà di stampa è un pilastro della democrazia e va difesa con forza, senza ambiguità né esitazioni. Colpire un giornalista significa colpire il diritto di tutti a conoscere la verità”, afferma la capogruppo del Pd alla Camera, Chiara Braga. “In Italia -aggiunge- sono sempre più le aggressioni e le forme di minaccia nei confronti dei giornalisti: i campanelli d’allarme per la nostra democrazia stanno suonando troppo forte, non possiamo far finta di non sentirli. Chiediamo che sia fatta piena luce su quanto accaduto e che le istituzioni garantiscano sicurezza e tutela a chi ogni giorno lavora per un’informazione libera, indipendente e coraggiosa”.
“Stanotte hanno fatto esplodere le auto di Sigfrido Ranucci e di sua figlia, davanti alla loro casa: un ordigno che avrebbe potuto uccidere. Ci auguriamo che le indagini siano veloci e che si sappia subito la verità su quanto accaduto, su chi ha commesso l’attentato. Il dovere più urgente che abbiamo, soprattutto la politica, è stare al fianco di Ranucci, senza se e senza ma”, afferma Nicola Fratoianni di Avs. “Ogni mezza frase, ogni parola a metà – prosegue il leader di Si – può suonare come tentativo di delegittimazione. E abbiamo purtroppo imparato dal passato recente di questo Paese che non esiste bersaglio più semplice che un uomo lasciato solo. Con Ranucci, con la sua famiglia – conclude – e con tutta la redazione di Report”.
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