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    Stagione sfortunata, ma niente drammi

    By Lucio Vidotto Dicembre 20, 2018 145
    Stagione sfortunata, ma niente drammi Željko Jerneić

    FIUME | Quando un anno sta per finire è tempo per fare dei bilanci, anche se nello sport i conti si stilano a fine campionato. Comunque, abbiamo voluto sentire come sta il Primorje EB di pallanuoto, che oggi vive una fase delicata dopo alcuni anni di opulenza. Non sono lontanissime le stagioni in cui la squadra di Costabella era in difficoltà a trovare spazio sugli scaffali per tutti i trofei conquistati. Ne sono arrivati otto tra il 2012 e il 2015, ai quali si aggiungono due secondi un terzo posto in Champions. Con il ritiro dalla scena del presidente Predrag Sloboda si è tornati alla cruda realtà.

    La stagione del Primorje quest’anno è iniziata per la prima volta nel girone di A-2 della Lega regionale. Dopo la retrocessione, l’obiettivo era quello di tornare in A-1 in tempi brevi, cioè subito, ma fin d’ora questo traguardo appare piuttosto lontano, anche se sono passate soltanto otto giornate. Con quattro vittorie e altrettante sconfitte la formazione allenata da Igor Hinić è a metà classifica, attardata rispetto alle due posizioni di vertice. Il primo posto porta direttamente in A-1, il secondo alle qualificazioni. “I risultati non sono quelli che avevamo auspicato, ma esistono delle buone giustificazioni a ciò”, spiega Samir Barać, ex capitano del Primorje e della nazionale, che nell’estate dello scorso anno ha accettato di assumere il ruolo di presidente, affiancato da una dirigenza composta da suoi ex compagni come Glavan, Burburan, Šimac e lo stesso Hinić, a cui è stata affidata la prima squadra. “Fin dall’inizio abbiamo dovuto fare a meno di Lovro Paparić, che si è infortunato al pollice destro, una lesione che aveva precedentemente risanato, ma che si è riacutizzata. È stato necessario operarlo e adesso segue un percorso riabilitativo. Non sappiamo quando potrà giocare. Quindi, dito rotto anche per Mislav Vrlić. Abbiamo perso così due giocatori, entrambi centroboa, e sappiamo tutti quant’è importante questo ruolo. Pertanto, se certi risultati sono venuti meno, i motivi ci sono”.
    Oltre ai trofei in bacheca e ai bei ricordi recenti, la nuova dirigenza ha ereditato anche un quadro finanziario poco edificante. “Non è semplice far funzionare il club in queste condizioni. Sono stati accumulati debiti per due milioni di kune, un buco che, secondo il nostro piano di risanamento, dovrebbe essere colmato non prima del 2022. Le entrate sono quelle che sono, da parte dell’Erste bank, della Città di Fiume e della Regione Litoraneo-montana. Cerchiamo pertanto di assicurare mezzi anche da altre fonti. Non è mia abitudine lamentarmi, per cui cerco di guardare con fiducia al futuro, pensando al funzionamento del nostro settore giovanile e al mantenimento della prima squadra, nonostante le difficoltà nel versare gli stipendi”.
    C’è il timore che a fine stagione se ne possano andare i pezzi più pregiati cresciuti nel polo natatorio di Cantrida? Paparić, in prospettiva, viene indicato come uno dei migliori interpreti del ruolo di centroboa, molto più che una promessa. “Ora è fermo per infortunio, ma quest’anno abbiamo fatto tutto il possibile per trattenerlo al Primorje per tre anni. Lo stesso vale per il portiere Fran Čubranić. Vogliamo tenerci stretti i giocatori che rappresentano la struttura portante della squadra, assieme a Dario Rakovac e al promettente Tin Brubnjak, ma anche altri. Non possiamo concederci follie, acquisti pesanti, ma lavoriamo sui prodotti del nostro vivaio. La situazione, nel complesso, è veramente difficile ma non drammatica: non vorrei che queste parole venissero interpretate in chiave negativa. Le crisi ci sono sempre state e ce ne saranno anche in futuro. Nostro compito è uscirne”.

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    Last modified on Giovedì, 20 Dicembre 2018 14:35