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    «La Coppa è un obiettivo reale»

    Antonio Čolak, il bomber del Rijeka Antonio Čolak, il bomber del Rijeka Goran Kovacic/PIXSELL

    Quando mancano ancora 20 partite da giocare un campionato non può considerarsi del tutto chiuso, anche se la squadra in vetta ha 9 punti di vantaggio rispetto alle immediate inseguitrici. La Dinamo di quest’anno, però, non sembra intenzionata a concedere chance agli altri per cui, obiettivamente, sarà dura per chiunque colmare il divario nel punteggio. La speranza è l’ultima a morire, ma nel frattempo è necessario puntare su altri obiettivi, anzi uno: la Coppa Croazia.
    Dietro la capolista ci sono al momento, a pari punti in classifica, Lokomotiva e Rijeka, squadre che si incontreranno due volte nel giro di pochi giorni. Stasera alle 19.30 in via Kranjčević a Zagabria c’è in palio la semifinale di Coppa Croazia, una gara secca dall’esito tutt’altro che scontato. Il Rijeka, forse, si trova in un momento migliore, con una serie di sette risultati utili consecutivi, di cui sei vittorie, mentre la Lokomotiva sembra un po’ in affanno, con un solo punto nelle ultime tre uscite. Sabato le due formazioni si incontreranno a Rujevica nella quindicesima giornata di campionato.
    Intanto, la “cura Bišćan” sta facendo effetto: riporta il sorriso sui volti dei giocatori e di buona parte dei tifosi, tranne quelli (l’Armada) che continuano a contestarlo, con i bengala lanciati in campo e con il silenzio. Nella trasferta al Gradski vrt il Rijeka ha battuto di misura l’Osijek, ma con il gioco e la determinazione avrebbe meritato molto di più. Riuscire a concludere per 14 volte (11 nello specchio della porta) non è semplice contro nessuno, soprattutto se si gioca in casa di una squadra che ti precede in classifica. Anche il tecnico della squadra slavone Zoran Zekić ha sottolineato più i meriti dei fiumani che i demeriti dei propri giocatori, in chiara difficoltà contro un avversario mai così sicuro di sé. “Stando ai numeri, probabilmente, si sarebbe potuto segnare qualche gol in più – ammette Bišćan –, però dobbiamo riconoscere i meriti del portiere dell’Osijek Malenica, che ha compiuto una serie di miracoli. Mi preoccupano di più quelle situazioni in cui non si è arrivati alla conclusione, lì dove si è sbagliato l’ultimo passaggio che può creare una limpida occasione da gol. Con l’Osijek ci sono state 4-5 situazioni di questo tipo. Con qualche gol in più non saremmo stati costretti a soffrire nei minuti conclusivi”.
    In tutte le partite il Rijeka è andato in gol. Ne ha anche preso qualcuno di troppo, frutto di errori grossolani, l’ultimo dei quali quello di Mamić a Osijek, preceduto da Escoval al Drosina contro l’Istra 1961. “Credo che siano stati soltanto dei momenti di black out, che spero non si ripetano ancora. Per il resto tutto funziona piuttosto bene”, ha precisato ieri il tecnico del Rijeka a Radio Fiume. Con Bišćan è uscito alla grande da un periodo non particolarmente convincente anche l’attaccante Antonio Čolak, sempre a segno da quando c’è il nuovo allenatore, tranne che in occasione del pareggio con l’Hajduk. “Per certi versi è come Mandžukić, con la stessa grinta e mentalità. È uno che lotta, che non demorde mai e che merita di trovarsi al centro dell’attenzione. Secondo me, per dire qualcosa che non sia una lode sul suo conto, pur segnando sbaglia più di quanto vorrei. Devo dire qualcosa – ha aggiunto scherzosamente il tecnico –, affinché non si monti troppo la testa”.
    Oggi ci vorrà uno come lui per superare la Lokomotiva nei quarti di Coppa, una squadra tradizionalmente ostica. Bišćan la vede così: “È una squadra viva, insidiosa in fase offensiva e con alcune ottime individualità. La posizione che gli zagabresi occupano in classifica non è casuale. Sono un po’ in difficoltà nelle ultime settimane, ma non credo che sia un motivo sufficiente per non prenderli molto sul serio. Siamo un po’ stanchi, però dopo tutto quello che abbiamo fatto finora non posso che essere ottimista”. Dal 30 ottobre 2016, nella stagione del titolo vinto dai fiumani, non si riesce a vincere a Zagabria con la Lokomotiva. Le partite di Coppa sono spesso speciali e tendono a smentire i bookmaker. Il Rijeka oggi non può permettersi di sbagliare. La Coppa è l’unico trofeo per il quale ci sono delle discrete chance. “È l’occasione migliore per conquistarlo e noi ce ne rendiamo conto. Ci prepariamo intensamente per questo”.

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    Last modified on Martedì, 04 Dicembre 2018 11:12