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    L’Armada accetterà Bišćan, ma...

    By Lucio Vidotto Ottobre 26, 2018 50
    L’Armada accetterà Bišćan, ma... Ivo Cagalj/PIXSELL

    FIUME | Prima di una sfida contro l’Hajduk, a prescindere dalle rispettive posizioni in classifica, c’è sempre un clima di attesa per chi gioca e per chi tifa per il Rijeka. Domenica pomeriggio al Poljud i giocatori ci saranno, ma i tifosi no, né quelli di casa né gli ospiti. È triste dover giocare a spalti vuoti, ma lo è ancora di più lo spettacolo che, ciclicamente, propongono gli ultrà di questa o quella squadra, senza distinzioni geografiche. A Spalato, semmai, il fenomeno è più accentuato dal fatto che, obiettivamente, l’Hajduk ha un sostegno in tema di numeri decisamente maggiore a quello che ha il Rijeka. Di conseguenza, anche il numero di violenti è proporzionale a quello del numero complessivo di sostenitori.
    Nel corso dei decenni al Poljud il Rijeka non ha raccolto molte soddisfazioni, ma negli ultimi anni la musica è cambiata. La squadra fiumana può, dunque, considerarsi favorita per questa partita? L’ex allenatore Matjaž Kek aveva sempre sostenuto che è proprio l’atmosfera creata lì a ispirare la squadra e a motivarla ulteriormente. Inoltre, l’Hajduk attraversa attualmente un periodo difficile, più di quello dei fiumani che dopo sei partite senza vittoria sono riusciti nell’ultimo turno a imporsi in trasferta con l’Inter. Ci sarebbero anche delle statistiche interessanti a indicare proprio la squadra fiumana come quella con più chance. Infatti, da sette anni e tre mesi l’Hajduk in campionato non batte il Rijeka davanti ai propri tifosi. Ci riuscirà proprio adesso, nel suo stadio, senza il sostegno del caloroso pubblico?
    Mentre le tifoserie si sono rassegnate al fatto che al Poljud non ci si potrà offendere a vicenda, il duello sui social network è permanente. Dall’una e dall’altra parte ci sarebbe l’intenzione di essere comunque presenti, in un modo o nell’altro. Così come le voci arrivano a noi, nello stesso modo raggiungono probabilmente anche le forze dell’ordine, che per questo derby dell’Adriatico non dovranno venire schierate in modo massiccio come avviene di solito. Dalle stesse fonti, attendibili soltanto in parte, emergerebbero delle indicazioni in merito ai rapporti tra il tifo organizzato dell’Armada, o parte di esso, con la dirigenza del club. Secondo queste, sarebbe ormai prossimo un compromesso tra ultrà e club su Igor Bišćan, trovando così il modo per ricucire lo strappo dopo l’ingaggio dell’ex difensore del Croatia, l’attuale Dinamo, che vent’anni fa aveva fatto dei gestacci all’Armada. Fonti, chiamiamole autorevoli, del tifo organizzato fiumano sostengono che si stia raggiungendo un accordo di non belligeranza e l’accettazione del tecnico. Una delle condizioni sarebbe l’esclusione del suo vice, cioè di Renato Pilipović, calciatore del Rijeka che nella stagione 1998/99 era sulla soglia del suo primo titolo. Pilipović, assieme ad alcuni compagni, fa parte dell’elenco dei “traditori”, cioè di quelli che non ce l’avrebbero messa tutta nell’ultimo turno per far vincere al Rijeka il suo primo titolo. Non giudichiamo quanto sia legittima e giustificata la richiesta, ma staremo a vedere come andrà a finire. In altre parole, Bišćan può rimanere, Pilipović no. A Zaprešić, oltre al ritrovato affiatamento, c’è stata un’altra novità. La fascia di capitano è stata affidata all’attaccante austriaco Alexander Gorgon. Fino ad allora questo ruolo istituzionale, non soltanto simbolico, lo ricopriva il portiere Simon Sluga, parentino di nascita e fiumano d’adozione, uno dei pochi della rosa attuale ad essere cresciuti calcisticamente nel club fiumano. Secondo le valutazioni dell’Armada, o di parte di essa, Sluga sarebbe stato tra quei giocatori che avrebbe “remato contro” nelle ultime settimane della gestione Kek e quindi sarebbe uno dei responsabili per la situazione che ha indotto il tecnico sloveno a dimettersi. Il trend a Rujevica e l’atteggiamento di una parte della curva sono di per sé preoccupanti, ma se è vero quanto scopriamo attraverso le comunicazioni interne del tifo organizzato, significa che ci si sta avviando verso i traguardi raggiunti dalla Torcida. I canoni comportamentali imposti dal tifo spalatino, dentro e fuori lo stadio, qualcuno a Fiume vorrebbe farli propri, un movimento che cresce di stagione in stagione.

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    Last modified on Venerdì, 26 Ottobre 2018 12:03